Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

mercoledì, novembre 19

Vladimir Luxuria è in finale all'Isola dei famosi.
Sulla pagina facebook di Aurelio Mancuso è nata una discussione al riguardo.
Aurelio sostiene che: "il fatto che Luxuria sia arrivata in finale sia, per quanto mi riguarda un fatto positivo, molto importante per una ragione semplice: il programma è assai popolare e se un mucchio di gente ha decretato che lei deve rimanere a concorrere a vincere l’Isola, vuol dire che non è vero che c’è tutto questo pregiudizio nei nostri confronti." Inoltre: "Se Luxuria per caso (facendo tutti gli scongiuri del caso) vincesse l’Isola sarebbe un grande fatto di costume, sì di costume, non politico, non rivoluzionario, non capace di far approvare leggi e quant’altro. Di costume. Ma lo sappiamo bene, anche quelli che sono più riottosi e polemici su questa vicenda, il costume in questo paese conta, e parecchio!".

La mia risposta è stata questa:
Aurelio scusami. Stavolta il tuo entusiasmo mi sembra quanto mai eccessivo. E non parlo dell'effettivo valore di Vladimir Luxuria (che anche a me "politicamente" piace!). Ma parlo di come inquadri tutta la faccenda "Isola dei Famosi", che haimè credo sia pressochè: merda. Tu dici che se Vladimir vincesse sarebbe un fatto di costume e che significherebbe che si è conquistata la benevolenza del pubblico. Ed è qui che secondo me sei troppo ottimista! L'anno scorso ha vinto Manuela Villa lo stesso programma. Te lo ricordavi? Non credo! Ha avuto il favore del pubblico per quanto? Per altri 15 minuti dopo la vittoria. Forse! Stessa cosa per quello (manco mi ricordo come si chiama) che ha vinto l'anno prima. Scomparsi, dimenticati (o forse morti) dopo l'isola senza che nessuno del pubblico che "tanto li ha amati", se ne desse a male!E non è colpa dei personaggi. Ma del format e del mezzo. L'isola e un certo tipo di TV è fatta apposta per vivere e cibarsi SOLO di se stessa e morire di fame un secondo dopo. Mi spiego?Qualcuno nei commenti dice: non mi è piaciuto lo sputtanamento che Vladimir ha fatto del bacio tra Belen e l'altro mammozzone! Vladimir ha capito che se voleva essere votata doveva sottostare ai piaceri e ai gusti del pubblico. E al pubblico dell'isola dei famosi credo, diversamente da come dici tu, non freghi proprio niente del "suo dire, nel senso comunitario del termine". Ma interessa solo se sputtana qualcuno, se parla alla spalle di qualcunaltro, se cade durante la prova ricompensa. Mi spiego?
Con questo non dico che non sarei felice se Vladimir Luxuria dovesse vincere. Anzi! Ma credo che 1 eventuale vittoria non porterà niente al mondo GLBT, se non qualche festa a tema in qualche locale di serie B. Poi insisto: lei è anche stata interessante come sempre! Ma so anche che a quel tipo di pubblico (rappresentato come opinionista da Giurato che continua a rivolgersi a lei al maschile!), tutta la tiritera GLBT è solo rottura di maroni. Che sarà dimenticata dopo poco, come la Villa. Speriamo vinca Vladimir a prescindere! Ma non aspettiamoci che sia un fatto di costume e che abbia un valore che onestamente non vedo!

Voi cosa ne pensate?

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venerdì, ottobre 17

Anche quest'anno a Bologna dal 28 ottobre al 2 Novembre ci sarà il festival "GenderBender", che cerca di raccontarci con musica, film, incontri come i generi maschile e femminile siano sempre meno rigidi e anzi si contaminino a vicenda. Il programma, come sempre, è ricchissimo e molto interessante e potete trovarlo qui.
In ogni caso questi sono gli appuntamenti a cui vorrei riuscire a partecipare:


Mart. 28/10, ore 18:30 - Paolo POLI - c/o Cassero
Paolo Poli, ospite straordinario del festival, incontra il pubblico presentando una selezione dei suoi sketch più brillanti e raccontando, tra una chiacchierata e l’altra, il suo nuovo spettacolo, "Sillabari".

Mart. 28/10, ore 20:30 - Film: AFFINITY - c/o Cinema Lumiere
Chi, come me, ha amato i romanzi di Sarah Waters sarà felice di vedere la trasposizione cinematografica del suo secondo, indimenticabile romanzo.
Mer. 29/10, ore 20:30 - Film: A Complete History of my Sexual Failures- c/o Cinema Lumiere
Un film/documentario di ricerca sul perchè finiscono le storie d'amore. Potrei perdermelo?
Giov. 30/10, ore 18:30 - "Pazza Cremona!" di Alessandro FULLIN - c/o Officine Minganti
Fullin veste i panni della contessa Alessandra, ricca nobildonna cremonese compromessa sentimentalmente con gli occupanti austriaci. È il 1848, le truppe piemontesi entrano in città e la nobildonna fugge in tutta fretta con quanto può raccogliere.
Sab. 1/11, ore 22:30 - Live: Angela BARALDI - c/o Le scuderie
Angela Baraldi torna sul palco con Vittoria Burattini e Egle Sommacal – rispettivamente batteria e chitarra dei Massimo Volume – e Davide Blandamura al basso. I quattro musicisti propongono un riarrangiamento scarno e rarefatto delle canzoni più intime che Angela Baraldi ha scritto nel corso della sua carriera.

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venerdì, febbraio 29

Stasera alle 22:00 alle scuderie c’è il concerto di Julia Kent. Julia è nata a Vancouver, Canada, e ha studiato violoncello alla Indiana University di Bloomington. E’ membro stabile della band di Antony And The Johnsons, non solo come violoncellista ma anche come arrangiatore della sezione archi. Il suo lavoro d’esordio, “Delay”, è una composizione a più livelli di suoni di violoncello e di suoni d’ambiente. “Delay” trae ispirazione dagli aereoporti, dalla transitorietà, e dal mondo di emozioni interiori frutto del disorientamento e della perdita di abitudini causate dal viaggiare. Il titolo, “Delay”, significa sia attesa, sia ritardo, ed esprime infatti sia il viaggiare, sia il tempo occorso per la registrazione.
http://www.juliakent.com/ www.myspace.com/julia_kent

Questa concerto è presso “le Scuderie” di Bologna, che ho scoperto che il venerdì organizza questa serata gay. La serata è coperta quasi da un segreto carbonaro e si può essere informati della sua esistenza solo attraverso il passaparola, un po’ come capitava nei primi anni 80 con il perlana. Ben lontana da essere pubblicizzata su riviste e siti gay, dove ci sono solo locali (guarda caso) tutti affiliati ad arcigay e che spesso puntano solo su attrattive sessuali. Questa pare essere una situazione meno morbosa e solo per il fatto che ci sia Julia kent promette bene. Sarebbe bello se ci fosse un posto meno caro (perché il caro euro colpisce anche i gay), più tranquillo, con proposte di intrattenimento che non siano (con tutto il rispetto) sempre e solo drag queen. Insomma negli anni 50 e 60 i gay americani per riconoscersi tra di loro e darsi appuntamento alle feste a loro dedicate senza dare nell’occhio usavano l’espressione “amici di Dorothy”, riferendosi al personaggio interpretato da Judy Garland nel mago di Oz. Speriamo che da stasera le Scuderie possa diventare un punto di riferimento per “gli amici di Julia”. Vi saprò dire…

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venerdì, gennaio 25

Cito da Repubblica di oggi:
“ROMA - "Per questo, in solitudine, voto la fiducia al governo Prodi". E' un attimo. Il senatore Nuccio Cusumano, democristiano agrigentino posteggiato sotto le insegne dell'Udeur di Mastella, finisce di parlare e nell'Aula del Senato irrompe come un cataclisma Tommaso Barbato, anch'egli senatore Udeur. Al grido di "pezzo di merda, traditore, cornuto, frocio". Pochi minuti e l'aula della Camera Alta si trasforma in un bar da angiporto. Barbato è irrefrenabile. "Gli ha sputato" riferisce agli increduli cronisti il senatore De Gregorio. Il tutto mentre il seguace di Fini Nino Strano urla all'indirizzo del povero Cusumano: "Squallida checca"."

Il governo Prodi appena caduto non è riuscito a riconoscere i diritti (per altro annunciatissimi in campagna elettorale) alle coppie di fatto, anche gay. E non ha portato avanti (per non dire di peggio) serie legge contro l'omofobia in Italia.
Il nuovo che avanza comincia da subito a usare offese come "Frocio" o "Checca", che ovunque avrebbero creato imbarazzo e condanna. Tranne che in Italia.
Credo che anche al GRANDE FRATELLO avrebbero eliminato un concorrente se le avesse usate nei confronti di Jhonatan.
Ma in Italia tutto passa. Poi si risolverà il tutto con una bella intervista doppia a LE JENE, in cui alla fine gli verrà chiesto di darsi un bacino virtuale.
Povera Italia, come cantava Battiato!

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venerdì, ottobre 26


Ci sono due belle disussione che tengono banco su internet in questi giorni. Questi i miei contributi:



Posso dire la mia? Secondo me (e modestamente sono un pubblicitario di un agenzia internazionale ;-))l'immagine è centratissima.
Perchè ogni gay è stato un neonato, indipendentemente che la sua omosessualità sia genetica, biologica, scelta, copiata da altri, imposta dai genitori, o indotta dalla visione di un film.Quindi l'immagine chiede proprio di accettare il fatto che un gay è una persona come tutte le altre, come lo sono i neonati che sono tutti uguali proprio perchè hanno pochi e uguali bisogni (mangiare, dormire e cacare). Un neonato lo si ama allo stesso modo, proprio perchè non ci interessa se da grande farà il presidente di una società o il parcheggiatore abusivo.
Il nervo scoperto è che un immagine così non lascia via di scampo a chi non ama i gay. Perchè quando si parla di adulti gay loro possono partire con i loro "ma", i loro "se" e i loro "però" tirando in ballo tutta una serie di luoghi comuni che vanno da George Michael che batte nei cessi fino al fatto che i gay non procreano e quindi uccidono la società. Invece questa immagine chiede di accettare il gay in quanto persona in divenire, a priori, qualsiasi cosa poi decida di fare o di diventare in futuro. Ed è qui che casca l'asino, perchè si tratta di dire appunto che un bambino gay (o se vogliamo fare contento Vattimo, "un bambino che da grande sceglierà di farà l'amore con persone dello stesso sesso") è uguale agli atri bambini che invece da grandi faranno sesso con persone del sesso opposto.Poi le sue azioni (tipo fare sesso occasionale tra i cespugli) potranno essere giudicate successivamente, secondo la propria morale.Ma a partire dal fatto che sul piatto della bilancia i due orientamenti sessuali abbiano lo stesso valore. Insomma la foto vuole sottolineare che dobbiamo tutti (etero, gay, trans, lesbiche, mancini, grassi, magri, daltonici etc) partire dal stesso punto di partenza, senza pole position. Una volta che "rinasceremo" tutti uguali come valore della persona, potremmo discutere delle eventuali differenze.

2)
Sul blog di Daria Bignardi si discute della fontana di Trevi colorata di rosso.

Tutte le cittè sono invase da azioni di guerrilla Marketing da parte di aziende. Non hanno risparmiato nulla. Hanno usato ogni dove per piazzare messaggi pubblicitari o creare eventi per far parlare o incuriosire. Se la stessa fontana dipinda di Rosso fosse stata fatta (a suon di milioni di Euro al comune) da Vodafone per lanciare la sua nuova tariffa, allora si sarebbe parlato di "comunicazione commerciale che porta l'arte a contatto con i consumatori". Mi spiego?
Tra l'altro il rosso stà diventando il coloro della rivolta: penso alla Birmania, alla fontana, e alle mani della tizia che ieri ha "braccato" Condoleeza Rice!

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mercoledì, settembre 26

Cito da TOM-ONLINE:

Ahmadinejad ha raccontato agli studenti americani che loro in Iran di gay non ne hanno, e ha sostanzialmente ragione. O meglio: non ne hanno piu.

Ma secondo me anche questo è un danno prodotto dal precariato! Mi spiego meglio. Chissa chi hanno preso a fare da interprete? Per risparmiare sui costi avranno preso uno squiternato che aveva una pro-zia iraniana, gli avranno fatto un contratto co-co-co, e magari prima lavorava da McDonald's. Si sarà sentito in imbarazzo a tradurre la parola "omosessuale" ricordandosi di come la sua pro-zia si tappava la orecchie con le mani e urlava ogni volta che la sentiva pronunciare. E così per non offendere nessuno avrà chiesto al "piccolo dittatore": "Come si pone il vostro governo nei confronti delle minoranze come i reduci del Vietnam?". Al che lui ha risposto: "Ma da noi non esistono, li avete solo voi in America!" Ovviamente scherzo!

La situazione è ben più grave. Ma c'è poco da ridere perchè anche Hilary Clinton (come gli altri 2 candidati alla Casa Bianca) ha detto di non essere favorevole alle nozze gay. Tra un pò anche lei dirà che è perchè i gay che si svogliono sposare sono solo in Europa. In America hanno solo i gay che si vogliono divertire.

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mercoledì, giugno 20


Domenica sera sono stato in giuria nella finale veneta di Miss Drag Queen Italia.
Beccatevi questa foto panoramica (credits: Michele Simionato, Stefano Aiti).
Da sinistra:

MissTake - perfetta presentatrice nonchè madrina della manifestazione
Candy – a cui avrei dato il titolo "MIS_Sembrava di aver visto una drag" (e cioè la meno memorabile!)
Denise Fashion – a cui avrei dato il titolo "MIS_Spezzo" (per quanto è magra!)
La Gerbera – Fantastica in due pezzi dorato e 3* classificata
Lana Queen - 2* classificata
Nanà - Meritatissima 1* Classificata che va alla finale italiana in Toscana il 2 agosto
Pam – a cui avrei dato il titolo "MISStero" (ovvero "ma perchè sei venuta?")
Tina - la drag punk

Dopo la premiazione ho fatto qualche domanda alla vincitrice Nanà:
Q: Rocco Siffredi esclamando “Fidati di uno che le ha provate tutte”. è stato il protagonista del famoso spot sulla “patata tira”. Visto che sono un pubblicitario per quale prodotto ti sentiresti di fare la testimonial in uno spot?

A: Mi sento adatta per fare la pubblicità di Happy Hippo della Kinder. Non sarei perfetta per un duetto con l’ippopotamo?

Q:I cambiamenti della propria immagine o della propria carriera sono fondamentali per restare sulla cresta dell'onda. Quali cambiamenti potresti prevedere per rimanere una star:

• passi all'aerobica con un video in cui insegni come rimanere in forma saltellando sui tacchi

• o ti dai alla politica per promuovere l'ora di trucco nelle scuole materne??

A: Sicuramente la prima. Oppure potrei passare a spettacoli di danza con tanti ballerini, stile Moulin Rouge…

Q: Vogliono fare di te una bambola giocattolo. Scegli:

• una versione classica tipo barbie batuage

• o una versione più rock tipo bratz senza biancheria
A: Suvvia, diciamo una Barbie da collezione, che è meglio!

Q: A giudicare dalle tue acconciature hai già vinto una grande battaglia: quella con la forza di gravità. Quale altra battaglia vorresti vincere: stracciare a braccio di ferro Swarzengger o scoprire che lady Diana è viva ed è la tua manicure?
A: La seconda!

Q: Per una buona parte dei cattolici i gay minaccerebbero la famiglia tradizionale. Usando lo stesso metro di giudizio una drag queen dovrebbe essere una minaccia per il carnevale di Venezia? Cosa ne pensi?

A: Una Drag Queen non fa né carnevale, né circo. Sia chiaro! E ora vado a festeggiare la mia vittoria!

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venerdì, giugno 15


Ecco l'affissione attualmente on air a Roma! Mi spiego? Ma una "roba" (non saprei come altro definirla...) del genere non è peggio delle pallottole a Bagnasco? Non che ci tenga ad essere nella top ten di questa macabra classifica, sia chiaro!

Le due pallottole anonime possono essere opera di 1 (e lo scrivo anche, come gli assegni, UNO!). Qui si tratta del pensiero manifesto di un gruppo intero di persone, che si sono sedute ad un tavolo e hanno deciso che i gay sono il pubblic enemy, possibilmente da far sparire! (Come altro si potrebbe interpretare il "BASTA FROCI!"?!?). Per altro usando la parola offensiva FROCI. Cosa sarebbe successo se ci fosse stato scritto: SPORCO NEGRO, o EBREO DI MERDA? Perchè dobbiamo accettare le offese? Ma l'ArciGay non potrebbe fare 1 azione legale? Ma come per cosa? Ma per villipendio all'omosessualità!!!!!!! (dai suuuuuuu... fatemi sognare almeno il giorno prima del Pride!) ;-)


PS. E' ufficiale io al PRIDE non ci sarò, ma solo per inderogabili impegni che mi bloccano. Però sottoscrivo il manifesto del Pride. Si, lo so! Sembrano i discorsi di Fassino ( ... e me ne vergogno!)

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lunedì, giugno 11


La storia ha già infiammato i media. In una scuola media di Palermo, un 12enne bulletto impedisce ad un coetaneo di andare al bagno perché non lo reputa abbastanza “maschile” e lo invita ad usare quello delle donne. La professoressa prende le difese del ragazzino e, per punizione, fa scrivere cento volte al prevaricatore “Sono un deficiente” (anche se verosimilmente avrà scritto “deficente” senza “I”). I genitori del ragazzino punito denunciano la professoressa (che rischia il carcere) e chiedono un risarcimento morale di svariati milioni di euro. Brutta storia perché va a toccare un sacco di nervi scoperti.


LA FAMIGLIA TRADIZIONALE tanto decantata e difesa in piazza è anche questa. Talmente sicura di essere giusta (in quanto non è permessa alternativa) da sentirsi intoccabile. Un po’ come la mafia. Probabilmente il padre del ragazzo punito avrà pensato “Nessuno dall’esterno deve dirmi come tirare su i miei figli perché sono miei.” Ma non è così. Nel momento in cui questi figli sono fuori casa non sono più solo “tuoi figli” ma, in altri contesti sociali, diventano “i miei amici”, “ i miei studenti”, “i miei vicini di casa”. La famiglia può sbagliare, la famiglia può essere nociva. Ed è la società a pagarne le spese. In questi tempi in Italia questo concetto sembra essere un eresia. Pare che se c’è un padre (maschio) e una mamma (femmina) tutto debba filare al meglio. No, mi spiace ma non è così. Io sono convinto che due madri lesbiche non permetterebbero che il loro figlio prendesse in giro un ragazzino per le presunte inclinazioni sessuali. Proprio perchè quelle due madri ideali partono proprio dalla loro esperienza di vita, della fatica di aver conquistato la dignità di essere omosessuali alla luce del sole, di aver attraversato la sofferenza della paura di essere “diversi”. Questa triste storia ci mette di fronte all’evidenza che anche la tanto decantata famiglia tradizionale non sa fare i conti con la diversità, non la sa vivere, non la sa gestire. E non solo la diversità di orientamento sessuale. Ma anche solo il sospetto di diversità morale che la parola “deficiente” porta con se, diventa motivo di chiusura e di attacco. La diversità fa paura alle famiglie che vengono rassicurate dal modello unico che gli si presenta. Forse la società ha bisogno di alternative di famiglia che possano portare alla società il beneficio del confronto e far diminuire la paura della diversità.


L’OMOFOBIA. C’è una campagna d’odio contro gli omosessuali come mai si è vista. Qui la battaglia si stà facendo serrata. Ci dicono che i DICO sono una richiesta troppo elevata da parte nostra, e che si possono sostituire con diritti individuali. Ma se in questo paese Luxuria al parlamento e uno studente di una scuola media (giusto per dare l’idea di quanto sia trasversale l’omofobia) non possono manco andare a pisciare??? L’aria che tira è proprio brutta. Anche questo ennesimo episodio, dopo il suicidio di Matteo o l’omicidio di Maurizio Oldani coordinatore locale della Margherita a Milano e presidente provinciale dell'Associazione partigiani cattolici (solo per citare gli ultimi!), ci deve spingere tutti (gay e non) a partecipare al Gay Pride di sabato prossimo. Non è più solo questione di diritti, ma anche (o soprattutto?) di dignità. Al povero studente palermitano la dignità è stata lesa due volte: quando gli è stato proibito di andare al bagno ma anche quando si è detto (o lasciato intendere) che chi prende in giro i gay non è deficiente. La società (pseudo)civile manco più la facciata di tolleranza ha voglia di mostrare. No, adesso si arriva addirittura a denunciare chi ha il coraggio di reagire per far passare lo voglia agli altri. Un vero e proprio tatuaggio dell’anima per quel povero ragazzo (che sia o no gay, non ha importanza!) e per tutti i “diversi”.


La scrittrice Colette ha avuto una vita piena: amando uomini e donne. Una volta pubblicarono un articolo dove la sua amicizia con Mathilde e del suo ex marito con la sua amante venivano descritte come un condominio dall’aria losca. Stanca scrisse una lettera pubblica. "Leggo i vostri trafiletti con piacere, un piacere frequente, poiché da qualche tempo mi state deliziando... Ma vi prego di non trattare in questo modo due coppie che hanno sistemato la loro vita nel modo più normale che io conosca: quello che a loro pare e piace."

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martedì, giugno 5


Nella vita bisogna prendersi dei rischi, soprattutto quando è per una giusta causa.
Tornate indietro con la memoria e pensate ai sonori fischi che si è beccata Alba Parietti quando è stata giurata all’ultimo Festival di Sanremo. Pensate a quante volte Platinette si sarà trovata la sua multipla rigata da qualche madre inferocita di uno dei concorrenti di Amici di Maria de Filippi. Pensate a quante rughe in più aveva preso Marinella Venegoni tra la prima e la seconda edizione di Music Farm! Grazie alla tenacia di queste suffragette, anch’io Domenica 17 giugno sarò nella giuria della finale veneta di Miss Drag Queen Italia. Non sarò un giurato tecnico perché l’unica tecnica che posso vantare a riguardo è il travestimento di Zorro a 7 anni (e dove il più l’ha giocato mia mamma. Era mia solo l’idea su come Zorro poteva usare il mantello per imitare Sylva Koscina che indossa una pelliccia McGregory). Non posso neanche fare la dichiarazione che fece la Parietti quando fu convocata come giurata a Sanremo: “Non ho capito di cosa dovrei giustificarmi? Ho presentato tre dopofestival, un festival di Sanremo, sette anni di "Vota la voce", ho fatto per oltre cinque anni la dj nelle radio private. Sono un'appassionata di musica, dal pop al rock, dalla musica sinfonica alla lirica fin da bambina". E soprattutto leggo, mi informo e ascolto. E dopo 30 anni di carriera vengo ancora trattata come una cubista assurta alle cronache per una partecipazione ad un reality"
Visto che sarò chiamato ad esprimere un parere cercherò di mettere da parte la mia soggettività. Si dice che un giudizio non è mai oggettivo, non può esserlo. Però un giurato deve imparare a mediare tra la propria opinione e la realtà oggettiva. E quindi giuro che se anche una delle concorrenti dovesse interpretare TORI AMOS verrà giudicata come le altre!

Quindi ecco l’invito:
MISS DRAG QUEEN ITALIA. L'edizione nella regione Veneto si terrà domenica 17 giugno presso il locale Flexo a Padova, produce e conduce Misstake, prima drag eletta nel 2003. La serata promette di essere molto divertente. Saranno 7 le partecipanti dai nomi che sono già un programma: Denise Fashion, Lana Queen, Nanà, Windy, Pam, Miss Stefy, Gerbera. Ognuna dovrà presentare un numero di canto (rigorosamente in playback), e dovrà cercare di rispondere in maniera più divertente surreale e ironica possibili alle domande di una giuria di tutto rispetto: Matteo Lion (pubblicitario), Alessandro Zan (consigliere comunale di Padova - presidente arcigay veneto - coordinatore della campagna "Un pacs avanti"), Fabio Bozzato (Osservatorio GLBT del Comune di Venezia e giornalista x la rivista " "Carta") , Elena Piaggi (coordinatrice del progetto "Queer to Queer" di Venezia e organizzatrice di Circuito Off - Venice International Short Film Festival.

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lunedì, marzo 12

Ieri sera parlavo con il mio amico Paolo Margherita della manifestazione pro DICO che si è svolta a Roma sabato pomeriggio.
Siamo arrivati alla conclusione che questi DICO ci fregheranno. Questa legge punta a riconoscere i diritti per i conviventi, ma lascia totalmente fuori dalla discussione il fatto che i conviventi si amano. Si parla di vincoli affettivi che quindi sono stati estesi anche a non innamorati, ma a semplici conviventi. Si è voluto totalmente eliminare il concetto di amore. Non si è voluto dare risalto che il collante di una (scusate se uso questa definizione orribile) coppia di fatto sia l’amore. L’hanno voluto evitare perché l’amore è alla base di una famiglia. Non volevano riconoscere il fatto che due persone dello stesso sesso potessero amarsi e formare una famiglia. Ma è proprio questo che io mi aspetto da una legge del genere: non solo la definizione di alcuni diritti fiscali, sanitari, sociali ma anche (anzi soprattutto) il definitivo riconoscimento sociale della mia forma di amore nei confronti di un altro essere umano e la parificazione della mia famiglia con le altre formate da un uomo e una donna (che alla fine sono due essere umani come me e marco).
Invece a guardare la diretta della manifestazione su rai tre sembrava che l’unica cosa importante fosse la successione dei beni nel caso uno dei due morisse. Insomma la stessa partecipazione che può avere un consiglio di amministrazione della FIAT se dovesse schiattare LAPO.

E allora si ricordano con grande rimpianto le parole Di Josè Luis Zapatero all’indomani della sua legge sui “matrimoni gay”, mica sui “dico”. Nel suo memorabile discorso Zapatero diceva: “La legge che consente il matrimonio agli omosessuali ci fa migliori come Paese perché dà dignità a persone che per molti anni hanno subito ingiustizie. Questa legge non toglie diritti a nessuno, ma finalmente riconosce dignità agli omosessuali.” “La rivendicazione del diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso emana dallo spirito stesso della Costituzione. È una proposta di riforma che non solo non va contro nessuno, ma della quale beneficerà tutta la società, perché aggiunge senza togliere. La nuova legge implicherà un allargamento del diritto che ha ogni essere umano di scegliere liberamente il cammino della sua vita e la ricerca della propria felicità. C'è in gioco molto di più della possibilità di sposarsi. È il riconoscimento della pienezza come esseri umani, della dignità, della uguaglianza incondizionata.”
Di fronte a queste parole tutto il siparietto della politica italiana appare così misero e provinciale. Qui in Italia si parla di un disegno di legge nato per smorzare le insistenti richieste della comunità GLBT. Richieste non solo non condivise dalla politica, ma ritenute scomode, irriverenti, fuori luogo ed eccessive. In Spagna invece la legge sui matrimoni gay è vista nell’ottica più globale della società tutta. E una società fondata sull’amore e sull’uguaglianza, come dice Zapatero, è una società migliore. E invece qui in Italia sembra che la società sarà colpita a morte dalla possibilità di riconoscere che nel pianerottolo a fianco del proprio ci possano essere due uomini che si amano e che formano una famiglia.

Io so che amo Marco. Il mio amore per lui è forse l’aspetto che più mi rappresenta oggi. E’ il mio amore per lui che può dare un senso alla mia vita su questo pianeta, molto più del mio lavoro, dei miei hobby o di altre passioni. Quando morirò quello che resterà saranno solo le cose intime e private, i piccoli ricordi che vivranno nella memoria di chi mi ha amato. Primo tra tutti il mio fidanzato, prima di mia madre o dei miei nipoti.
E’ proprio l’amore tra due uomini lo spauracchio della società. La rivoluzione sessuale degli anni ‘70 ha sdoganato il sesso tra gay: nessuno si scandalizza più a pensare che esista. Tra l’altro la società maschilista ci propina ogni notte nelle tv locali donne che durante le pubblicità di linee erotiche si leccano con piacere le passere, quindi l’omosessualità non solo è riconosciuta, ma anche sfruttata dal punto di vista economico. Ma evidentemente questo non turba papi o eminenze quanto l’idea che queste due donne tornino a casa e si amino al di la dell’atto sessuale, ma nella vita di tutti i giorni. E’ un sentimento così inaccettabile che alla fine si è infiltrato anche tra la comunità omosessuale. Tanti gay nel corso del processo di crescita hanno fatto proprie in maniera acritica e passiva le posizioni di pregiudizio presenti nella società nei confronti dell’amore e delle unioni tra gay. Basta fare un giro nelle chat per sentirsi ripetere ogni 3x2 “io cerco solo sesso” “non cerco storie”. E’ proprio questa paura dell’amore che si è incancrenita. Perché si sa che l’amore espone, ti mette in gioco e di conseguenza in pericolo perché socialmente non accettato. Fare sesso di nascosto e nell’intimità della propria cameretta va bene a tutti e non mette in pericolo. Ipotizzare di provare dei sentimenti, di aver voglia di prendere la mano a qualcuno al cinema, o di dargli un bacio nella bocca quando si è in fila al supermercato SPAVENTA DA MORIRE. L'amore ci chiede di essere un po' più coraggiosi, un po' più generosi e un po' più flessibili di quanto ci farebbe comodo essere. Amare significa vivere sul filo del rasoio più di quanto ci piacerebbe fare.

Ecco sognavo una legge che sdoganasse l’amore. Che desse voce a queste persone che hanno paura e che sabato non sono venute in piazza. Io sognavo una legge che ribadisse il concetto che quello che definisce una famiglia è solo l’amore, una legge che riconoscesse a tutti il diritto di amare indipendentemente dal loro sesso. Con il mio amico Paolo Margherita si diceva che non dobbiamo temere il Family Day, ma dobbiamo semplicemente andarci perché noi siamo una famiglia e nessuno si può arrogare il diritto di dare la patente di famiglia. Insomma questo disegno di legge sui DICO rischia di essere veramente poca cosa e il pericolo che passi in parlamento ci metterà nella scomoda posizione di non aspettarci niente di più per i prossimi anni.
Chi sta morendo di fame può sempre consolarsi guardando a chi è già cadavere (per esempio i gay nei paesi islamici). Non mi convince, preferisco guardare a chi mangia almeno una volta al giorno ( i gay che si possono sposare in Spagna, Inghilterra, Svezia etc) e cercare di raggiungere quel livello lì.

Pertanto vi invito tutti a firmare la petizione sul sito: www.matrimoniodirittogay.it

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