Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

lunedì, marzo 17

Questo blog chiude.
"Chiudendo bottega, c'è l'usanza di distribuire il magazzino a parenti, amici, clienti abituali. Fossi stato un pasticcere (e Dio sa se di pasticci ne ho combinati) vi avrei donato del marsala, torte mimose, cacao. Vi lascio invece invece questa selezione di scritti che lascerò on air.

Arrivati a questo punto, la sola speranza che ho è quella di poter meritare la stima di chi mi ha conosciuto. Peccato, e un provvisorio grazie."

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mercoledì, marzo 5

Questa settimana aggiornerò poco il blog. Da ieri il cliente per il quale lavoro ci ha messo in gara su una campagna abbastanza importante. Presentazione entro le 12 di venerdì.

Avete idea coma si trasforma un agenzia di pubblicità durante una gara?
Intanto tutto parte da un brief che ci manda il cliente. In teoria il brief dovrebbe essere la richiesta del Cliente. Il brief dovrebbe essere un indicatore di come un’azienda si percepisce e di come pensa che i suoi clienti la vedano, di cosa pensa dei suoi prodotti ecc. Dovrebbe. E invece si trasforma spesso nel delirio di onnipotenza di qualche product manager (sadico) che non aspetta altro di rendere la vita del fornitore altrettanto difficile di quanto lui non l’abbi passata dopo la fusione (visti i tempi so di non sbagliarmi: tutti abbiamo subito una fusione!).
E allora già il fatto che tra le clausole non ci sia “la creatività dovrà essere giudicata e gradita anche da mio figlio di 5 anni (quindi fuori target di 15/20anni)”, già ti appare una grossa conquista.
E allora cominciano i giochi.
Telefonate, mail, Skype, sms… si rincorrono. Ovviamente tutti gli interessati hanno opinioni diverse. Bisogna stare attenti a parlare e a scrivere. Anche in buona fede. Se si perde la gara sei fritto.
"Datemi sei righe scritte dal più onesto degli uomini, e vi troverò una qualche cosa sufficiente a farlo impiccare. " - Cardinale Richelieu
Senza contare che visti i tempi strettissimi e l’ansia generalizzata le comunicazioni sembrano tra autistici. “ti ricordi il preventivo per … colpo di tosse… me lo giri” , “prendimi i materiali della gara di 7 anni fa quella famosa, ti ricordi? abbiamo consegnato che pioveva!”, “…si intendo quello, proprio quello che ieri ti avevo detto di no!”, “
Poi (e io ne faccio parte) arrivano i trasformisti. La gara essendo un evento straordinario e imprevisto sembra faccia cadere l’ordine costituito e tutti possano re-inventarsi. Quindi account che producono lay-out e scrivono testi (si lo ammetto!), creativi che si improvvisano media planner e via dicendo.
E poi tutto ad un certo punto deve essere rifatto. Credo sia un mantra per chi fa una gara. Quasi che poi si possa dire. “Bhè, ma le avevo provate tutte”.
Poi ci sono le voci che ad un certo momento arrivano. Possono arrivare da fornitori, conoscenti, competitor o dalla Tv accesa su” Affari Tuoi”… poco importa. Le solite voci che dicono che il la gara è già stata assegnata, che ci hanno convocati solo per rispettare la normativa Iso 9000, che ci sono brief diversi, che la gara è già stata assegnata!
E poi ci sono gli imprevisti come un guasto alla centralina elettrica, il tonner che finisce e metteteci pure la nevicata del 56, che Mia Martini ci avrà anche fatto una canzone, ma sicuramente qualche account sarà stato bloccato nel traffico e non avrà consegnato in tempo le proposte di una gara.
Lasciatemi nel mio brodo. Alla prossima

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lunedì, marzo 3


Il concerto di Julia Kent è stato “amazing” come le ho ripetuto un sacco di volte. /clicca sull'immagine per ingrandirla).
Eravamo in pochi venuti a sentirla. Eravamo gli unici ad arrivare con un ora di anticipo per la paura della ressa. Mossi da pietà ci hanno fatto entrare lo stesso all’interno del locale per bere qualcosa. Mentre stavamo nel nostro tavolo a chiacchierare è arrivata lei, con il violoncello sulle spalle come se fosse un studentessa con il suo invicta.
Appena l’ho vista arrivare mi è venuto naturale chiamarla per nome. Lei è venuta sicura al nostro tavolo a salutarci e subito alec”la_sister” l’ha riempita di parole.

Appena arrivata sul palco si è tolta le scarpe e le ha ordinatamente sistemate vicino allo sgabellino.
Dopo una piccola pausa, e un attimo di concentrazione, Julia ha iniziato a suonare un’unica nota sul suo violoncello. Poi ha lasciato che tornasse il silenzio. Poi ha suonato un’altra nota lunga e ha fatto seguire, dopo un secondo di silenzio, da un semplice accordo. Subito dopo ha inarcato il piede destro e ha pigiato un tasto della pedaliera a terra. All’improvviso, miracolosamente, le due note e l’accordo che aveva appena suonato si sono ripetute, una volta e poi un’altra. Ha di nuovo premuto e le note presero a sbocciare a moltiplicarsi. Questi suoni ripetuti in loop creano un sottofondo armonico e così Julia ha cominciato a suonarci sopra le sue delicate melodie.
Da sola ha creato un concerto ricco, come se sul palco ci fosse un quartetto d’archi. E tutto da sola, senza tecnici del suono. Concentrata a suonare e contemporaneamente a gestire, pigiando ossessiva sulla pedaliera, la ripetizione dei suoni che via vai ha registrato durante il suo set.

Ha suonato solo brani dal suo disco, nessuna citazione al lavoro dei johnsons.

Per quanto riguarda la serata gay al termine del concerto devo fare qualche triste annotazione. Intanto concerto e serata erano due momenti separati. Tanto è vero che chi arrivava per il concerto si sentiva ripetere allo sfinimento (dai buttafuori, daibaristi, da quella del guardaroba) che "dopo ci sarebbe stata una serata per gay", quasi a voler avvisare gli spettatori del concerto a scappare in tempo, magari perdendosi i bis ma salvandosi la pelle. Sigh

Che la serata centrasse poco con il concerto lo dimostra il dj set(???) sucessivo fatto solo di musica vecchia, commerciale e banale che metteva in fila tutte le sgallettate icone gay: madonna, destiny child, avril. Insomma come ascoltare Radio Bruno.

Inoltre consiglio di evitarle la serata a chi ha già compiuto i 22 anni, a chi non può sfoggiare creste e frange, a chi è allergico ai profumi. Insomma la solita serata gay... altro che amici di Julia!

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