Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

mercoledì, febbraio 15

L’altra sera ho visto la commedia “PRIME” con Uma Thurman e Meryl Streep.
La trama in breve: "David (Brian Greenberg) ha ventitré anni e qualche difficoltà a capire cosa vuole fare nella vita. Gli piace dipingere ma non crede in se stesso, e sia nel lavoro che con le ragazze la sua vita è soggetta alla precarietà. Rafi (Uma Thurman), trentasette, è fresca di divorzio e molto bisognosa di risentirsi viva ad ogni costo. E’ anche la direzione in cui la spinge la sua terapeuta, la dottoressa Lisa Metzger (Meryl Streep). A lei Rafi racconta tutto, le sue frustrazioni, le sue delusioni, ma anche le gioie inattese: come l’incontro con David e l’irresistibile attrazione sessuale che provano l’una nei confronti dell’altro. La dottoressa non fa che incoraggiarla a buttarsi in quella relazione, fin quando non scopre che il David in questione è suo figlio… E scoppia il conflitto di interessi!"

Il soggetto poteva essere divertente ma il risultato finale è un film banale pieno di scontati luoghi comuni.

Nella mia autobiografia questo film passerà alla storia per questa gag veramente accaduta.
Durante una seduta dalla psicanalista Uma Thurman si lancia nella descrizione del pisello del suo amante e pronuncia la battuta: “E’ talmente bello che gli farei un cappellino” (probabilmente per il fatto che il ragazzo è ebreo e quindi circonciso). Ebbene, io ho capito: “E’ talmente bello che mi farei un cappellino”. Per tutto il film mi ha tormentato l’idea di come sarebbe un cappellino fatto con un pisello. Quando ho provato a proporre la discussione alle mie amiche mi hanno martoriato tutta la sera facendomi passare per un pazzo pericoloso.

Voto: 2 stelline (su cinque).