Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

venerdì, gennaio 27

Finalmente ho visto “I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN” di Ang Lee con Heat Ledger e Jake Gyllenhaal. Già avevo trovato brutto il libro “Gente del Wyoming” da cui il film è tratto, e la visione non ha migliorato il mio giudizio su questa storiella. Si perché, mi dispiace, di storiella si tratta. Non si racconta l’amore, ma la repressione dell’amore. L’amore proibito di due guardiani di pecore che si consuma nell’arco di 20 anni e qualche partita di pesca e in parallelo ai rispettivi matrimoni.

Un film gay che più eterosessuale non si può! Un melodramma timido tra 2 bestioni che non sanno parlare di sentimenti e si esprimono più per i sputi che continuano a tirare e per le sistematine al pacco per sottolineare mascolinità. Sentimenti repressi, erotismo di buon gusto e in più tragedia finale. Un soggetto perfetto per non offendere e farci sentire tutti tolleranti. Mi dispiace questi 2 non riescono ad amarsi, un po’ per l’ambiente e i costumi sociali e un po’ perché si tratta di due contadini che non hanno (per loro disgrazia, non vuole essere una critica) una grossa cultura di sentimenti, di libertà personale, di forza di volontà. Personaggi semplici abituati ad obbedire: obbedire ad un capo, obbedire alle regole sociali, obbedire alle convenzioni sociali (sposandosi e mettendo al mondo figli), obbedire ai propri istinti (facendo sesso omosessuale), obbedire e non scegliere con il coraggio e i pericoli che questo impone. Obbedire è sempre più semplice, perché non fai altro che rendere più forte l’avversario e più stupido e insulso te stesso. Nel film il protagonista racconta la storia di due vicini di casa che avevano scelto di vivere insieme, alla faccia dei miei amici che dicevano che il quel contesto e in quei tempi non c’era la possibilità di andare contro. Uno dei due vicini di casa viene ucciso a sprangate e gli viene strappato l’uccello. Ecco quella era la storia che avrei voluto vedere. La storia, ambientata nella stessa zone e nello stesso periodo dei SEGRETI DELLA MONTAGNA ROTTADIDIETRO, di chi è riuscito ad andare contro, pagando con la vita e mettendo in pratica quotidiana quello che il suo cuore e la sua mente gli diceva.

Insomma questa non è la storia di 2 innamorati, perché questi non si amano….si desiderano e si scopano saltuariamente, mi dispiace ma è diverso. Le persone vanno giudicate e definite per quello che riescono a fare non per quello che vorrebbero ma non ci riescono. E come dire che il film “A QUALCUNO PIACE CALDO” parla di una jazz band e di una grande musicista suonatrice di ukulele. In realtà si parla di un orchestrina locale che sbarca il lunario. Il che non rende meno importante la loro storia (anzi più divertente, probabilmente!), ma è la verità.

Voto: 1 stellina (su cinque).

8 Comments:

Blogger c_trullo said...

Caro amico,
sei tu che hai voluto vedere nel film principalmente una storia d’amore e, pertanto, sei rimasto deluso da quello che hai visto. Certo l’amore c’entra in questa storia – eccome – ma, credo che questa sia più una storia personale di un uomo che decide di vivere la propria vita facendo delle rinunce che lo portano a soffrire. A mio avviso Ennis (il biondo) fa una scelta iniziale (quella di non dare seguito alla sua storia d’amore per Jack), salvo poi essere il più appassionato nel loro rapporto ed il più coerente dei due nella sua vita (lascia la moglie); non riesce ad andare fino in fondo nella sua omosessualità perché ha paura, non perché non ama. Forse è proprio il fatto che gli altri due uomini vengono uccisi per il loro amore il motivo per il quale non ha il coraggio di abbandonarsi al suo sentimento. E’ un melodramma così forte come non vedevo da anni. La paura non può essere disprezzata, non puoi condannare un uomo perché ha paura, soprattutto se questa paura è la sua rovina. Certo, anche io avrei preferito il coronamento della loro storia ed il lieto fine; mi avrebbe riempito di gioia e mi avrebbe dato una speranza per un mondo migliore. Ma, al di la di quello che conosciamo e che ci appartiene, la vita la fuori è fatta anche di queste storie, di gente che rinuncia e che soffre. Non c’è nulla di più straziante della scena quando Ennis recupera dalla casa dei genitori di Jack le reliquie del loro (oramai perso) amore, le due camicie dell’ultimo giorno sulle montagne di Brokeback. Sarò cinico forse, ma la debolezza di quell’uomo mi ha comunque rafforzato, mi ha permesso di sentirmi un privilegiato per essere nato in una momento, con una cultura, con una famiglia, in un clima che mi ha permesso e mi permette di vivere da 13 anni con il mio uomo, di scrivere questi post, di conoscere te e tanti altri amici che hanno fatto la scelta di vita che Ennis non ha potuto fare. Potuto, non voluto. Jack è morto per aver voluto. E’ necessario immolarsi ad ogni costo?

12:22 PM

 
Blogger C..stò said...

grazie C trullo...il tuo commento mi fa sentire un pò meglio dopo quell'acidità che ha scritto il nostro amico. Ieri l'ho rivisto per la seconda volta, cosa che non faccio quasi mai, e mi ha lasciato lo stesso malessere della prima. Una sensazione forte mista tra una profonda nostalgia e il disagio per un'occasione persa. Più o meno quello che ci lascia Ennis nel finale. Mi sono innamorato almeno una decina di volte nella mia vita, in alcuni casi sono nate bellissime storie, in altre ho dovuto soffocare il mio sentimento perchè non potevo viverlo. E se la storia è gay nel film non di certo ne sono esentati gli etero dagli amori irrealizzabili a causa di circostanze esterne o per difficoltà caratteriali. Credo che abbiamo quasi tutti un amore al quale abbiamo dovuto rinunciare. Ma l'amore bisogna conoscerlo per poterne parlare..così diceva anche una canzone...e l'amore credo sia prevalentemente attrazzione irrazionale sulla quale si può o meno razionalizzare. La cultura serve all'amore solo per abbellirlo, raffinarlo, indirizzarlo..ma non per provarlo. L'amore razionale è affetto e rispetto e per provarlo credo bisogna essere capaci di "vedere" l'altro, di sentirlo parte di noi. Ed è vero che sia tutto questo insieme di istinto e razionalità a definirlo. E mi sembra che nel film i due protagonisti sappiano bene cosa significhi se ne sono rimasti coinvolti per una vita. Per me non è un film buonista anche se forse mette d'accordo tutti e anche se ripercorre una semplice impostazione melodrammatica tipica dei film anni 50 è maestralmente girato.

4:50 PM

 
Blogger liffey said...

Per me non è vero che non è una storia d'amore, come sostieni...è vero, i due protagonisti sono incapaci di costruire qualcosa insieme al di fuori dalle montagne dove si sono conosciuti, vivono una storia circolare, chiusa nei (dai) loro infantilismi (in quello del biondo incapace di accettarsi e del moro che nn lascia la moglie),non sono in grado di rappresentare la loro storia (e sè stessi) in uno spazio pubblico, non hanno la capacità (o la volontà o la possibilità...) di prendere la parola...tuttavia si cercano,si toccano, si desiderano per una ventina d'anni...magari non sarà una storia d'amore (il problema a questo punto sarebbe quello di stabilire cos'è una storia d'amore, quale sia degna e quale no), ma è la loro storia, il loro "discorso amoroso", che non si esaurisce nel semplice "desiderarsi e scoparsi saltuariamente"....per essere due redneck dell'america rurale per me hanno anche troppi strumenti soggettivi per esprimere ed elaborare i loro sentimenti, ciò che li castra è il rapporto con il contesto sociale che li circonda, con l'omofobia interiorizzata per uno e con l'ipocrisia di una doppia vita per l'altro...difficile articolare una risposta di autoaffermazione lontano dalle metropoli in fiamme dell'america degli anni 60/70...a volte non si osa l'assalto al cielo e spesso lo si paga (nel caso specifico con la solitudine e la consapevolezza terrificante del fallimento della propria esistenza)...leonardo

1:15 AM

 
Blogger C..stò said...

errata corrige: da due pensieri "con maestria" e "magistralmente" è nato "maestralmente" nell'ultima riga del mio precedente detto. Buona giornata.

9:40 AM

 
Blogger CornflakesBoy said...

Certo che devo proprio essere acido, cattivo e intollerante per ricevere qualche commento... se fate così... poi non lamentatevi se il mio blog prenderà una piega del genere... ahhh ahhh

PS: grazie a tutti.

10:49 AM

 
Blogger c_trullo said...

Non sei acido, nè intollerante, nè cattivo. Creedo tu sia solo in un momento difficile come scrivi oggi. Posso fare qualcosa per rendere meno grigie le tue giornate? R

11:02 AM

 
Blogger CornflakesBoy said...

la recensione la scrissi subito dopo la visione. Poi però, per dovere di cronaca e di autocritica, devo dire che ieri sera ho rivisto "LOST IN TRASLATION" e non mi sognerei MAI di dire che quella non è una storia d'amore! Quindi forse devo ammettere che forse chiedevo al film BROKEBACK MOUNTAIN di essere una bandiera da sventolare e che rappresentasse e (ci portasse) il miglior mondo possibile. Forse si mi aspettavo troppo da un film che racconta UNA storia, non tutte le storie. E forse chiedo anche troppo all'amore.... mah?

11:52 AM

 
Blogger c_trullo said...

ehm .. per me questo film è una bandiera da sventolare. non la mia (per fortuna) ma una delle nostre bandiere. mi ripeto ma la cosa che mi ha colpito di più del film è stato ... il confronto tra loro due e me, o meglio con la società nella quale io vivo. mi sento fortunato a potermi esprimere e quel film mi fa stare con i piedi per terra... fuori dalla mia casa, dalla mia famiglia, dalla mia cerchia di amici il mondo è ancora così, c'è ancora qualcuno (i più) che non può vivere come vivo io. e questo film me lo ricorda e non mi fa appisolare sul fatto che "gay è bello" che "siamo liberi" che "i gay sono visibili e felici". Bhè, se non è una bandiera è per lo meno un POST IT gigantesco che non dobbiamo mai perdere di vista. e, infine, resta il fatto che la storia d'amore (perchè, è una storia d'amore oltre che di rinuncia) mi ha toccato proprio per il fatto che ha avuto quella gestazione e quell'epilogo. che io sia un melanconico nell'animo? besos

11:29 PM

 

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