Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

lunedì, maggio 14


Mi è difficile recensire il nuovo disco di Bjork, “Volta”. Posso dire che lo trovo un disco disomogeneo, e non so ancora decidermi se sia una cosa positiva o negativa. Le ultime produzioni di Bjork erano molto “globali” e “compatte”. “Medulla” sembrava quasi un opera a parte rispetto a quanto prodotto in precedenza. “Vespertine” suonava lontano anni luce dai remix di “Telegram” o dal mood di “Post”. Insomma nel mio immaginario Bjork era una che ad ogni album legava un progetto completo, globale. “Volta” mi sfugge da questa mia preconcetta immagine di Bjork. Ho l’impressione che stavolta si sia concentrata più sulle singole canzoni piuttosto che sul progetto globale. Più che il nuovo disco di Bjork, a volte mi sembra di avere una compilation fatta da un fan, una specie di “greatest hits” casalingo. Dove dentro ci mette un po’ tutto: il post rock dei Sugarcubes, le atmosfere più rasserenanti di “Vespertine”, i ritmi di “Post” Sicuramente mi ha sorpreso. Vedo “Volta” come una raccolta di belle canzoni che non rispondono a un progetto "homogenico". Mi spiego? Però ho trovato una Bjork più disposta a mettersi in gioco, meno autocelebrativa e perennemente votata alla “novità” e all’”avanguardia”, meno star e più diretta, meno di nicchia e più accessibile. Certo dopo “Medulla” qualsiasi produzione avrebbe suonato come “meno originale” e come un ritorno al passato, a meno che non facesse un disco silenzioso. Insomma Bjork senza boria. Meno vittima del suo stesso personaggio, e pronta a dare in pasto un progetto meno rivoluzionario. E infatti restaranno un po’ delusi quelli che si aspettano grandi novità dalla collaborazione con Timbaland. “Earth Intruders” o “Innocence” non aggiungono granchè al mondo di Bjork, che resta fedele anche con qualche basso e bit sintetico in più. Secondo me più che sulla ricerca dei suoni e delle melodie, Bjork si è concentrata sul cantato, sull’energie, sul ritmo. E infatti secondo me questo disco darà il suo meglio nella dimensione live, e sono contento di aver già preso i biglietti per il concerto del prossimo 21 luglio a Udine.
“Vespertine” e “Medulla” erano album casalinghi, fatti nell’intimità della propria casa e che si sprigionavano dal suo mondo interiore. “Volta” nasce dal viaggio in giro per il mondo che Bjork e la sua famiglia ha fatto in giro per il mondo con la loro barca, specialmente in Indonesia. Più che tirarla fuori da se, stavolta Bjork la musica l’ha fatta entrare in se stessa. Non ha cercato qualcosa di nuovo, ma si è fatta ammaliare da quello che sentiva e vedeva.
Anche in questo disco ci sono secondo me dei picchi di bellezza inaudita. Uno su tutti il duetto con il mio amato Antony: Dull flame of desire. La melodia, come mi faceva notare il mio ragazzo, ricorda un po’ le maestose ed epiche composizioni per ottoni e percussioni di Aaron Copland. Sembra quasi una melodia trattenuta, quasi come se non partisse mai. Le voci e gli echi si rincorrono ma non si sovrastano mai a vicenda. Il Dio della musica sa come mettere in scena due talenti senza che si facciano a pezzi. Anzi fa in modo che scatti quella particolare alchimia che solo i grandi (o alcuni di essi) sanno creare. Antony, secondo me, è veramente la voce più bella che abbia mai ascoltato, e i suoi lamenti ti arrivano dritto all’anima, se ce l’hai. E poi un testo semplice semplice e disarmante per la sua bellezza:


DULL FLAME OF DESIRE I love your eyes, my dear Their splendid, sparkling fire When suddenly you raise them so To cast a swift embracing glance Like lightning flashing in the sky But there’s a charm that is greater still: When my love’s eyes are lowered When all is fired by passion’s kiss And through the downcast lashes I see the dull flame of desire

Mi riservo di dare un giudizio più corposo dopo vari ascolti e magari dopo il live. Per adesso il voto è 3stelline1/2 (su cinque)

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2 Comments:

Blogger birdantony said...

la faccio mia :)

4:36 PM

 
Anonymous pagur said...

E' un periodo in cui non sono molto disposto ad ascoltare Bjork, ma il disco mi pare una svolta positiva.

Condivido quel che dici a proposito dello spirito dell'album. Già dalla copertina si capisce che non vuole essere alienante come alcune atmosfere di Medulla. Per l'appunto, l'ultimo album era troppo forzato secondo me; utile per accompagnare le pulizie di casa ma non molto per un ascolto rilassato e piacevole. (IMHO)

Pian-pianino mi farò un'idea più chiara anche su Volta perché credo valga la pena di un'ascolto attento e ripetuto.

Ciao

1:45 PM

 

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