Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

martedì, dicembre 12

Ho passato ben 5 giorni con il mio ragazzo! Da mercoledì a domenica.
Ieri sera ci siamo sentiti al telefono e ci siamo un po’ alterati. Non riuscivamo a comunicare in maniera paritaria, senza tensione. Una quantità diabetica di romanticismo inespresso! Ecco tutto.
Abbiamo solo fatto fatica ad abituarci che il week-end lungo era finito. Ci mancava qualcuno da smanacciare mentre si prende sonno (ma non uno a caso, però), da dormirci appiccicato d'inverno..... e distante d'estate. Ecco. Io sono preoccupato. Faccio fatica a stare senza di lui. Già. Il momento di andare a nanna è così intimo ed intenso che tornare a farlo in solitudine ci è sembratotroppo strano...
"C'è un paesaggio interiore, una geografia dell'anima; ne cerchiamo gli elementi per tutta la vita. Chi è tanto fortunato da incontrarlo, scivola come l'acqua sopra un sasso, fino ai sui fluidi contorni, ed è a casa.” da "Il danno" di Josephine Hart

Sentirsi a casa. Ecco il passaggio. Ieri sera non mi sentivo a casa a casa mia. La stessa casa dove la sera prima mi sentivo a casa. Mi spiego?
Ci sono corpi che riconosci, che ti appartengono e a cui ti sembra di “ritornare” ad appartenere. Lo so che sembra la vecchia storia della mezza mela. Lo so. Ma che ci posso fare?

Sono ormai dentro al cliché:
- “brividi ad ogni bacio”,
- “Avere unacanzone che ci ricorda chi siamo, i see a different you dei KOOP”,
- “Fuggire dalla noia di una serata in un locale e preferirgli il sapore della sua mancanza”,
- “godere delle piccole abitudini (come guardare la Litizzetto sul divano), ed evitare quelle grandi”,
- “contagiarsi di folle ridarola”,
- “Alludere a qualche amante presente passato o futuro per dar prova di gelosia”.

E udite udite da giovedì avergli pure dato le chiavi di casa, un po’ come San Pietro e le chiavi del Paradiso. Si adesso lui può entrare quando vuole.
A dire il vero la prima cosa che mi è venuta in mente è Lucarelli su Rai Tre che dice sempre: “sulla porta di casa della vittima non ci sono segni di scasso. O la vittima conosceva il suo omicida e l’ha fatto entrare, o l’omicida aveva le chiavi di casa”. Ma è durato solo 1 attimo!
Era giusto che lui avesse la chiave. Vediamolo come un simbolo. Come la chiave musicale che è il simbolo che viene posto all’inizio del pentagramma e serve a fissare la posizione delle note e relativa altezza dei suoni. Insomma, la chiave serviva per chiarire che musica si deve suonare! Anzi la chiave serve per non suonare: se ce l’hai, che cazzo suoni? Insomma mi sembrava più civile di un sms con scritto: “Marco, la chiave è sotto il tappeto”. No?

6 Comments:

Blogger Alec said...

Oh mio dio. Sarà anche l'amore, ma sei folle, ma folle folle folle! Beh, sono felice per te, per voi.
Dì mò... ma ci vediamo prima di natale? E sì che abiti a quattro passi quattro! Nel caso non ci fossi, mi aprirà Marco! NO?

2:18 PM

 
Blogger CornflakesBoy said...

NO!!!!!!!!!!

2:20 PM

 
Blogger Alec said...

E te pareva.... Spero che
Marco continui a sembrarti credibile nel dirti che non ci siamo mai conosciuti! Lo spero davvero!

3:18 PM

 
Blogger flauti per colazione said...

Lo so, rispondo in ritardo ma in questi giorni il lavoro si è fatto frenetico e fin troppo incasinato.

Leggendo le tue impressioni del nostro lungo stare assieme la scorsa settimana mi è sembrato di leggere quanto io stesso avrei scritto. Stesse paure e stesse emozioni. E' evidente che oltre ai sentimenti ci accumuna una sensibilità simile per le questioni amorose e di vita quotidiana.
Le chiavi di casa sono certamente un fatto importante e un simbolo come tu stessi hai evidenziato. Apprezzo molto il tuo gesto e per certi versi immagino che qualcuno in una situazione simile avrebbe (a seconda della posizione) rifiutato una simile responsabilità. Tutto tra noi scorre velocemente e questo non fa che accrescere le emozioni e il gusto di stare assieme, di vivere la nostra storia fino in fondo. Il desiderio di te si fa sempre più intenso e le separazioni più dolorose. Però lo sapevamo dal primo giorno e non voglio farmene un problema. Meglio un fidanzato lontano che amo di una storia insignificante a due passi da casa.
Mentre scrivo queste righe ascolto "Angelicus" estratto dal disco di DELERIUM, un bellissimo album in bilico tra chillout e musica sacra. Ogni volta che una musica mi arriva al cuore immagino sempre di poterla ascoltare con Matteo per condividere con lui lo stesso momento magico, gli stessi brividi. Certo a volte il suo carattere "granitico" non coglie i miei lati romantici o quanto meno suscitano in lui paure strane e difficili (per me) da interpretare. Comunque so bene che sin dall'inizio ha fatto sforzi notevoli per vincerle e questo è per me una grande dimostrazione di affetto.

10:58 AM

 
Blogger flauti per colazione said...

Lo so, rispondo in ritardo ma in questi giorni il lavoro si è fatto frenetico e fin troppo incasinato.

Leggendo le tue impressioni del nostro lungo stare assieme la scorsa settimana mi è sembrato di leggere quanto io stesso avrei scritto. Stesse paure e stesse emozioni. E' evidente che oltre ai sentimenti ci accumuna una sensibilità simile per le questioni amorose e di vita quotidiana.
Le chiavi di casa sono certamente un fatto importante e un simbolo come tu stessi hai evidenziato. Apprezzo molto il tuo gesto e per certi versi immagino che qualcuno in una situazione simile avrebbe (a seconda della posizione) rifiutato una simile responsabilità. Tutto tra noi scorre velocemente e questo non fa che accrescere le emozioni e il gusto di stare assieme, di vivere la nostra storia fino in fondo. Il desiderio di te si fa sempre più intenso e le separazioni più dolorose. Però lo sapevamo dal primo giorno e non voglio farmene un problema. Meglio un fidanzato lontano che amo di una storia insignificante a due passi da casa.
Mentre scrivo queste righe ascolto "Angelicus" estratto dal disco di DELERIUM, un bellissimo album in bilico tra chillout e musica sacra. Ogni volta che una musica mi arriva al cuore immagino sempre di poterla ascoltare con Matteo per condividere con lui lo stesso momento magico, gli stessi brividi. Certo a volte il suo carattere "granitico" non coglie i miei lati romantici o quanto meno suscitano in lui paure strane e difficili (per me) da interpretare. Comunque so bene che sin dall'inizio ha fatto sforzi notevoli per vincerle e questo è per me una grande dimostrazione di affetto.

10:59 AM

 
Blogger pippocippo said...

La smettete di parlare così ad alta voce??...sto cercando di leggere in santa pace....(bicchiere di coca cola mezzo vuoto-o pieno???-lanciato addosso!!)..."Pelata"...sei il mio mito indiscusso!!!... Marco...se mi dovessi mai trovare nella situazione di fare a pugni con qualcuno so già a chi rivolgermi per un aiutino!(io bud Spencer e tu Terence Hill??) ...Matte...vorrei ricordarti che che le tue chiavi di casa le ha anche la vecchietta che ti ha dato del "frocetto"...vabè...traete voi le opportune conclusioni! ;o)
A parte queste gag siete davvero la coppia più simpatica! (meglio della Lollobr. e del fustino 40enne!)...
Un bacio forte!
S.

3:41 PM

 

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