Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

giovedì, giugno 1

La categoria. Deriva da un termine latino. Il verbo classificare significava condannare o giudicare. La categoria diventava un’accusa.
Dio solo sa quanto anche a me piace raggruppare per ordini e categorie. Decisamente troppo. Per giudicare, come Aristotele, anch’io posseggo le mie scale in cui posso suddividere la qualità, la quantità, le proprietà.
Il problema è che poi spesso finisce che la categoria è più reale del reale.
Mi rendo sempre più conto di essere vittima dei miei pre-concetti e i essere più integralista di un talebano. Una volta che ho giudicato qualcuno in un modo parte la caccia di indizi per avvalorare la mia tesi. Mi trasformo in un segugio…. Cerco ogni indizio, peso ogni frase, provoco reazioni finchè non ho la conferma che la mia classificazione era corretta.

2 Comments:

Blogger c_trullo said...

chissà qual è stato il motivo di questa tua riflessione, o meglio, constatazione o meglio ancora confessione! Scagli la prima pietra chi non fa come te.

7:17 PM

 
Blogger Claudio said...

C'è gente che non è mai giunta ai concetti, perché è rimasta ferma ai preconcetti, come non è mai giunta al giudizio, restando nel pregiudizio (Gigi Picetti)

Beccati questa! a presto Claudio

8:06 PM

 

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