Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

lunedì, maggio 22

Sabato sera ho visto VOLVER di Pedro Almodovar, con Penelope Cruz e Carmen Maura.
Pedro si lascia andare ai ricordi, a quello che ci hanno insegnato, a come ci tormentano e a come ci condizionano. I ricordi ci modellano, spostano i nostri bisogni, il nostro sentire. Il ricordo dell’emozione del primo bacio ci spinge a ricercare l’amore per tutta la vita. Il ricordo di un’esperienza dolorosa ci fa aumentare la nostre difese e ad essere meno espansivi. E visto che in natura ci dice che niente si distrugge, ma bensì tutto si trasforma: nel melodrammacomico di Pedro, i ricordi di tre generazioni si trasformano in un fantasma bizzarro e biricchino. E’ un invito a rendere manifesta la nostra parte più intima, che noi crediamo possa spaventare le persone (come dovrebbero fare i fantasmi) e invece può diventare un elemento che avvicina e unisce. Proprio come il fantasma che diventa leggenda e “attrazione” del paese! E’ un invito a vincere tutte le divisioni per ritrovarsi in un unico abbraccio. Come fa Carmen Maura che attraversa il regno dei morti per ritrovarsi con le figlie.

Insomma travestito da film più accessibile e borghese c’è alla base lo stesso messaggio di Pedro: liberare se stessi dalle convenzioni sociali e lottare per avvicinarsi alla propria idea di se stesso. Come Agrado di “Tutto su mia madre” voleva essere donna pure essendo nato maschio, in “Volver” le donne lottano per essere quello che hanno deciso di diventare: chi una madre comprensiva, chi una star delle televisione, chi vuole sembrare più magra oppure chi fa di tutto per difendere la propria famiglia etc etc
Ottimo il cast, fantastica la fotografia, sottili e taglienti i dialoghi.
Siamo di fronte ad un grande regista e ad un grande uomo. A rivedere ora i suoi primi film ci si impressiona a constatare come sia stato profetico per una nazione come la Spagna che, grazie alla politica sociale di Zapatero, si avvicina sempre più all’ideale di uguaglianza e di libertà che il suo cinema ci ha mostrato tante volte in tempi non sospetti! Io tifo per lui per Cannes!

Voto: 4 stelline (su cinque).

1 Comments:

Blogger c_trullo said...

caro, io gliene darei cinque di stelline.era da tempo (forse dai tempi di tutto su mia madre) che non mi emozionavo tanto vedendo un film (bhè, forse Brokeback mountain mi ha emozionato di più ma è un'altra storia...). concordo con quello che scrivi(e su come lo scrivi!)

8:19 AM

 

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