Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

giovedì, marzo 9

In questi giorni sono stato a ROMA per lavoro, ecco il solito inusuale silenzio stampa di questo blog.

Appena arrivato in stazione, è passato a prendermi un mio amico e abbiamo fatto un giretto per Roma in macchina. Siamo passati davanti a palazzi celebri (ad esempio il Campidoglio che ho in maniera semplicistica definito “il Comune”), monumenti citati in film o spot (come il “Marco Aurelio” della pubblicità della FIESTA o l’altare della Patria dove faceva la guardia BOCCASANA, quello del collutorio oppure al “Gianicolo” dove veniva “sparato” De Sica nello spot TIM).
A parte gli scherzi, è stato estremamente piacevole girare senza una meta precisa.

Più tardi avevo appuntamento con i colleghi per la consueta cena di lavoro. Dopo la cena invece di rientrare in albergo in taxi con gli altri, io e una collega abbiamo preferito rientrare a piedi. Presi dalla conversazione e dal piacere di vedere una città così meravigliosa, abbiamo camminato molto probabilmente allungando il tragitto per prolungare il piacere di quella passeggiata. Entrambi gli episodi mi hanno lasciato una piacevolissima sensazione di piacere e rilassatezza.

Tornando a Bologna in treno ieri sera, mentre ascoltavo le mie solite compilation di MP3, sono stato colpito da una frase della canzone “Conoscere gente sul treno” del gruppo friulano “Amari”. La frase dice molto semplicemente: “"Il Club di chi Ammira il Cielo". Ecco la chiave di volta. Avevo assaporato un piacere che, per il mio modo di essere, tendo a negarmi. Ho capito che io non faccio parte del “club di chi ammira il cielo”: chiunque riesca a trovare il tempo per "passeggiare" senza una meta precisa, e senza sentirsi in colpa per questo. Quel passeggiare fra virgolette sta ad indicare, evidentemente, la metaforicità di tutto il concetto.

Io sono sicuramente vittima di una iper-attività. DEVO sempre avere qualcosa da fare. A casa mia i divani e le sedie potrebbero non esistere: non mi siedo neanche per mangiare o guardare la tv. Mi sento bene SOLO quando faccio 2 cose contemporaneamente. Quindi mentre faccio palestra DEVO anche ascoltare musica, mentre stiro devo ascoltare le cassette del corso di inglese etc. Anche quando vado a dormire mi devo addormentare leggendo il libro e ascoltando la radio… altrimenti mi innervosisco.

4 Comments:

Blogger c_trullo said...

:-) l'hai definito "il municipio" il Campidoglio, che tecnicamente è corretto... eppoi nemmeno una parola sul Gianicolo??? e sul panorama che di vede da la ( http://www.santegidio.org/img/amici/idea/panorama.jpg )?
Al prossimo tour (c'è tanto ancora da vedere...)

7:57 AM

 
Blogger genpur said...

Dopo qualche peripezia riprovo a commentare:"passeggiare"(con tutti i suoi molteplici e, perchè no, auspicabili talvolta commenti, guardando le stelle, è un lusso che non mi sono mai voluta negare. MA mi innervosisco molto quando quella che vuol fare la romantica di turno mi fa notare il cielo stellato!

1:21 AM

 
Blogger genpur said...

Rileggo e trovo che le ore negate al sonno si fanno già sentire nell'incapacità sintatticco-lessicale. Ho in sottofondo la telefonata tra Sean Penn e Nicole Kidman in "The interpreter". Non mi aiuta a vegliare.
Rifletto sull'iperattività... parola quasi sconosciuta, tipo modulo spaziale. Credo che la mia vita vorrebbe essere guidata dalla dea Pigrizia.

1:31 AM

 
Blogger C..stò said...

Anche tu puoi far parte del club di chi ammira il cielo. Si comincia col cielo e poi si arriva alle persone,non esteticamente è ovvio, ma "si ammira" la loro personalità, il loro mondo, il loro essere blogger senza blog. Si diventa in grado di vedere e ascoltare oltre ogni capacità sensoriale. Non credo sia poi così difficile: basta aprirsi al mondo, dubitare un pò delle nostre convinzioni, usare sempre il cervello,e dare ascolto alle emozioni. Mi sei piaciuto. Voto 5 stelline su 5.

3:39 PM

 

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