Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

mercoledì, ottobre 1

Bon Iver “For Emma, Forever Ago”.

Lo so. Siamo solo ad Ottobre. Ma mi sento già di dire quale sarà il mio disco dell’anno: BON IVER “For Emma, Forever Ago”.

Era dal 1996 che un disco non lo sentivo così profondamente mio e, in quel caso, si trattava di “Boys for Pale” di Tori Amos.
E ci sono affinità tra i due lavori. Entrambi nascono dal dolore dopo la fine di una storia d’amore in cui si aveva investito tutto. Sia Tori Amos che Bon Iver scappano dal mondo, si chiudono in se stessi. Nella copertina del disco di Tori Amos, è ritratta di fronte a una casetta di montagna, con un fucile in mano e dei tacchini appesi al portico. Quasi a voler sottolineare il fatto che lei si basta da sola per difendersi e a procacciare il cibo per sopravvivere. Senza più bisogno di un uomo.

Bon Inver dopo essere stato lasciato dalla sua fidanzata Emma e essere stato cacciato dalla sua band, si ritira per tre mesi da solo in un cottage nelle isolate e innevate montagne del Wisconsin, cibandosi di animale che cacciava. Da solo. E probabilmente dimenticato o, peggio ancora, ignorato. Ironia della sorte il nome d’arte Bon Iver gioca sulla parola francese Bon Hiver, che sta per buon inverno.
E in mezzo a quella solitudine c’è solo una persona con cui deve fare i conti: se stesso. Con i propri limiti, con i propri errori, con le proprie paure. Ma soprattutto con il proprio dolore. Ne escono delle emozionanti perle folk di inarrivabile bellezza. Nate prevalentemente alla sua chitarra le canzoni mantengono anche nella versione su disco arrangiamenti molto scarni, giusto con l’aggiunta qua e la di qualche batteria o qualche trovata elettronica. Si sentono fruscii e sicuramente la registrazione è abbastanza low fi.
Ma è il flusso di coscienza a rendere grande questo disco. Il sottotitolo di questo disco dovrebbe essere “la cognizione del dolore” come il romanzo di Carlo Emilio Gadda. Perché i testi di questo lavoro ci ricordano che il dolore è la base comune dell’esistenza, un passaggio che prima o poi per ognuno diventa indispensabile passare. Poi c’è chi lo passa con leggerezza cercando di semplicemente di evitare la fonte del proprio dolore e chi invece lo vive come qualcosa di formativo, una occasione di conoscenza profonda di se stessi.
La privazione del soggetto amato e la nostalgia data dalla sua indifferenza nei suoi confronti, rappresentano più o meno lo stimolo di quasi tutti i pezzi. Anche se Bon Iver si alterna tra il disincanto e il (re)incanto, tra la consapevolezza del nulla che lo circonda e la disperata resistenza al naufragare delle speranze.

Il disco è uscito negli USA come EP autoprodotto e solo quest’anno è stato distribuito dalla 4AD. Pertanto abbiamo buone possibilità che a breve il nostro licenzi qualcosa di nuovo. Nel Frattempo stà girando il mondo (Italia esclusa, of course!) con un tour acustico. In una delle ultime date a Nashville ha anche duettato con Sarah Siskind, che lui ha definito una delle sue cantanti preferite. Qualcuno la conosce e ne sa qualcosa di più?

5 Comments:

Anonymous Underwater echoes said...

Questa canzone è stupenda. La prima cosa che mi è venuta in mente è Iron & Wine, non so se lo conosci.
Qualche giorno fa è uscito un doppio live di Tori del 1991-1992, ma lo sai quasi sicuramente.
Ah, e a breve il nuovo di Antony. Se cerchi "Another world" su youtube trovi un minuto della canzone (tra l'altro splendida).
Saluti,
DG

8:35 PM

 
Blogger CornflakesBoy said...

Non farmi dire cose che non si devono dire :-) ma guarda che in rete trovi già tutto il singolo con i suoi 5 pezzi. "Another world" è veramente stupenda! Non ho ancora comprato il nuovo di TORI ma so già che quella è 1 annata fantastica per lei.... anche se come dici nel tuo blog io sono di quei fan reazionari per cui l'apice della carriera è il 1996/97! :-)

9:59 AM

 
Anonymous Underwater echoes said...

Ahahah! Guarda che io "Pele" lo amo, però non mi potete tagliar fuori "choirgirl"!
Provvedo subito per "Another world", grazie.
See you,
DG

10:32 AM

 
Blogger birdantony said...

..ma perchè allora questo stava nei miei 5 dischi preferiti del 2007??? perchè io sono avònti? (come direbbe amònda?). bello davvero comunque!
p.s.: sto ancora sottosopra per la notizia su battiato :) e comunque pure questo non è male (escludendo la qualità dello streaming che ho registrato ieri):

ooh baby baby - marianne faithfull & antony

per la cronaca il nuovo disco della faithfull, anche lui a novembre, prevede covers e duetti (antony, cat power, rufus wainwright, nick cave, jarvis cocker, teddy thompson, sean lennon e le sorelle mcgarrigle). stica, è? :)

10:26 PM

 
Blogger birdantony said...

aspè mi sono dimenticato il più:

http://rapidshare.com/files/150201179/Ooh_Baby_Baby_-_Marianne_Faithfull___Antony.mp3

10:27 PM

 

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