Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

mercoledì, giugno 18

Sentirsi indesiderati è una bruttissima sensazione. Ed è ancora più terribile se la propria presenza disturba, infastidisce una persona a cui vuoi bene.
E’ spiazzante parlare al telefono con qualcuno che ad un certo punto ti dice che preferisce chiudere la comunicazione. Senza tanto girarci intorno e senza inventare la solita scusa “mi suonano alla porta”. E’ frustrante proporre di vedere qualcuno visto che capiti nella sua città e sentirsi dire che la mattina sarà difficile perché aveva intenzione di dormire fino a tardi. E’ triste incontrare i propri amici che ti chiedono se ci sarai alla tal festa di cui loro, e non tu, hanno ricevuto l’invito.

Però sono cose che capitano. A me nella fattispecie.
Il dolore delle persone si trasforma. Arriva anche a diventare rabbia, distruzione, negazione. L’altro non deve esistere. Deve scomparire. L’altro è l’incarnazione di un fallimento che si vuole dimenticare. L’altro è l’ingombro tra te e la tua nuova vita.
Ho cercato di spiegare che non sono tornato per aggrapparmi da ogni sms, mail o messaggio pur di sperare un futuro insieme. Aldilà delle mie intime speranze ho anche la convinzione che non si può (e non si deve) costringere qualcuno ad amarti, non c’è nessun modo per convincere chi ha già le proprie convinzioni e di queste non si vuole o non si sa spogliare.

Forse mi sbaglio. Forse è solo un po’ di stanchezza per la reiterata richiesta di attenzione, anche se non mi pareva di essere stato insistente. E allora ho messo la cosa nelle sue mani: “fatti vivo tu quando ne avrai voglia. Io ci sarò”. Ovviamente sto aspettando nella speranza di essermi sbagliato.

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2 Comments:

Blogger Daniel said...

Le tue parole mi suonano vere e forti come se a scriverle fosse stato il mio stesso più sincero, quello che “non se la racconta mai” insomma.
È vero, il dolore ha una faccia mutevole e in più si mette diverse maschere. La peggiore è proprio quella dell’insofferenza verso una precedente condivisione. Ma una “nuova vita” non cancella il passato, chi si illude di ciò… è un illuso, appunto.
Un saluto
D.

12:39 PM

 
Anonymous Peppe said...

Se non vuole seguirti NON TI MERITA. Basta con il vittimismo e la fustigazione! fallo per te stesso.

9:21 PM

 

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