Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

giovedì, novembre 2

Si possono raccogliere le mele se hai seminato le pere? Possono nascere delle oche da delle uova di gallina? La risposta miei cari è: si. Questa ultima settimana ne è la dimostrazione. Devo ricredermi su un sacco di cose, soprattutto su quella frase che avevo sempre trovato stupida e irritante “l’amore arriva quando non lo cerchi”. Non è che proprio non lo cercassi (e i lettori questo blog lo sanno bene), ma mi ero ormai concentrato sulla persona sbagliata, cercavo affannosamente nel posto sbagliato! Insomma mi sono fatto distrarre completamente da una maglietta gialla e da un paio di occhi chiari. Insomma non cercavo l’amore ma la rivincita. E forse questo è stato il momento giusto. Quando non hai quello che vuoi sei più predisposto a valutarlo con oggettività e a riconoscerne il vero valore. Tipo quando hai la gamba ingessata (per non parlare di sfighe più grosse), e ripensi con estremo piacere alle passeggiate… le stesse che prima ti sembravano cose insignificanti, che adesso pagheresti per poter fare.

Mentre rincorrevo chi non mi vuole, capita che chi mi vuole mi rincorra. Prima in chat, poi via sms poi insistendo per creare il presupposto per incontraci, quasi sentisse che stavo andando nella direzione sbagliata, prima che sparissi all’orizzonte. La fatalità ci fa incontrare davanti al negozio ELEGANCE di Bologna, famoso per avere le vetrine piene di calzature ValleVerde (cha da subito un nonsochè di rassicurante alla storia, “si è proprio bello camminare in una valle verde!” e già nell’aria è come suonasse “love is in the air” ). Da quell’incontro ogni successiva occasione non può andare che in una scontata e prevedibile direzione: dalla simpatia iniziale, allo star bene insieme, al piacersi. E’ un sabato sera di Ottobre. Ma è come fosse la vigilia di Natale. Si cucinano i tortellini (quelli buoni, fatti a mano dalla sfoglina bolognese, piccoli piccoli come ombelichi che per chiuderli avrà usato i mignoli), si mette il servizio buono, si accende la candela. Si crea proprio quella particolare e unica atmosfera di quelle vigilie di Natale, in cui anche i papà più burberi si sentono in dovere (solo in quella occasione) di dire “ti voglio bene” ai figli e aspettare mezzanotte per dargli il regalo. E abbiamo aspettato per il nostro regalo. Addirittura dopo cena abbiamo fatto una passeggiata in centro, nonostante nessuno dei due ne avesse voglia. Ma c’era una liturgia da rispettare, come si si volesse fare le cose come devono essere fatte. Tutto è al proprio posto, sussurrato, pulito, discreto, puntuale. Ma è il gioco di specchi che vogliamo alimentare. Questi continui botta e risposta, questo continuo ritrovarsi d’accordo su moltissime cose e stupiti di come l’altro ci rimandi una visione più a fuoco di noi stessi, il piacere di sentirsi contemporaneamente preda e cacciatore, a discapito di nessuno dei due ruoli. Lo sorprende che io conosca il suo disco preferito (“December” di George Winston ). Ma la musica sarà una delle cose ci avvicinerà da subito. C’è sempre quando siamo insieme, appena arriva io gli do la mia compilation e lui la sua. Compilation ispirate dall’idea che ci siamo fatti uno dell’altro durante questa conoscenza virtuale in questi settimane. Dopo aver fatto sesso (si perché l’abbiamo fatto ed è stato pure perfetto!) abbiamo passato un paio d’ore a farci sentire dei pezzi che per noi significavano qualcosa. La musica è importante per entrambi: lui ci lavora, a me ha salvato dalla balbuzie.

Rileggo ora quanto ho scritto in merito alla prima cena con "maglietta gialla" e mi sembrano secoli fa. Ripenso al vero scambio che c’è stato con Marco, la voglia di stare insieme e di conoscere tutto l'uno dell’altro. Mi veniva voglia di prendere appunti, come se non potessi dimenticare niente, come se dovessi preservare quello che diceva dai strani meccanismi della mia testa, che poi tende a rileggere tutto in chiave negativa. Ma stavolta è diverso: le paranoie non mi vengono, manco si fanno vedere in questi giorni…vi rendete conto? Abita lontano! Risposta: chi se ne frega, risolveremo in qualche modo. E’ più vecchio di me. Risposta: chi se ne frega, lo volevo così. Ci conosciamo dal vivo da sabato pomeriggio e oggi che è giovedì abbiamo già passato 4 giorni insieme. Giorni meravigliosi e perfetti. Ispirati. Domenica pomeriggio viene lui da me. Mi sembra di guardare un film. Un film che con curiosità e delicatezza racconta la casualità dell'incontro, le tristi paure di uno, la caparbietà consapevole dell’altro. Di entrambi viene fuori la forza e rispetta la vulnerabilità, fino all'ultima inquadratura, con un happy end appena sussurrato. La colonna sonora sarà a breve disponibile come compilation e mi sa che stavolta sarà un successo!

4 Comments:

Blogger Alec said...

porca paletta..... così ti voglio... questo sì che è: "quando si sostiene un'idea"... io quoto... punto sul cavallino che corre svelto svelto... mi sa che ci riempirà le tasche di monete d'oro!
ps: mi sembra di averti già detto che io, all'altare, non metterò niente che assomigli al color lavanda.... e adesso che lo scrivo qui avrò anche i testimoni!

3:25 PM

 
Blogger umberto66 said...

Dopo il tuo post del 27 ottobre non sapevo cosa pensare e mi chiedevo cosa centrasse l'invidia con la ricerca della propria anima gemella, sarà perché è un sentimento che io provo assai raramente, men che meno verso il mio compagno. Sono contento per quello che ti è successo: dal tuo racconto è stato un bell'incontro. Continua così. Forse basta essere se stessi, senza corazze e montature, senza troppe aspettative e paranoie per accorgersi di quello/di chi abbiamo attorno e apprezzarne il giusto valore. In bocca al lupo! E' sempre bello essere innamorati ed essere ricambiati. Ciao

9:24 AM

 
Blogger Limbozero said...

Riprendo il tuo post precedente per dire che dopo aver letto tutto cio', "Sono invidioso"!!! :)

1:36 PM

 
Blogger c_trullo said...

La vecchia zia direbbe "era ora". Che aprissi gli occhi sui sentimenti e che li chiudessi per il piacere. Non sono invidioso, sono contento. Per te, per la vita che scorre, per le emozioni che vivi. Sono un po' malinconico solo perchè questa adrenalina che sento scorrere nel tuo corpo è un po' di tempo che non la sento più nel mio, sostituita dallo scorrere dell'amore costante, che cresce senza i picchi vertiginosi dell'inizio di una storia d'amore. Sono felice e faccio il tifo per te. Ho anche letto cosa ha scritto per te il tuo amico alec e sono invidioso, adesso si, che tu abbia un amico così! Sono anche preoccupato per il colore dell'abito, a me l'arancione cangiante piacerebbe un casino!

7:58 PM

 

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