Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

venerdì, giugno 23

Mercoledì sera è stata una serata sorprendente. Sono andato con un amico a fare un salto al Cassero. Atmosfera tranquilla, un po’ di gente fuori a cazzeggiare.
Rivedo un mio amico. Era da un po’ che non ci si vedeva. Un anno fa andavamo alla stessa palestra. Devo essere onesto: pur non essendo nei miei canoni, all’inizio l’occhietto mi era caduto un po’ di lui. E’ indubbiamente un ragazzo carino, forse troppo.
E’ stato lui ad attaccare bottone con me in palestra. In modo decisamente buffo e originale. Mi ha fatto una “simpatica” caricatura delle espressioni che faccio nei momenti di fatica: occhi serrati, vene della testa che pulsano, faccia paonazza. In più, in quell’occasione, mi aveva affibbiato il soprannome di RINGHIO, perché sosteneva che con le mie cuffiette in testa, avevo sempre la faccia incazzata, non davo confidenza a nessuno … anzi sembravo infastidito dal mondo. Insomma il piccoletto ha dimostrato simpatia, faccia tosta e ironia. Anche RINGHIO si era un po’ sciolto.
Non siamo diventati amici, nel senso che non abbiamo mai fatto niente da soli. Ci siamo visti qualche sera in compagnia di altre persone per un film, è venuto a qualcuna delle mie cene, ci siamo casualmente incrociati in discoteca. Poi con il cambio di palestra ci eravamo persi di vista.
Fino all’atro ieri. Quando di colpo si dichiara: prima in modo buffo (come al suo solito) e poi più seriamente. Mettendomi un po’ alle strette. Se uno ti guarda negli occhi e ti dice che gli piaci, che gli sei sempre interessato, che ha avuto voglia di “rischiare” nonostante la mia faccia da ringhio… bhè… in quel caso quel qualcuno una risposta se la aspetta!
“Forse perché senza una risposta, una qualsiasi, la domanda stessa sembra sciocca.
Alle domande più importanti, alle domande con più risposte, o alle domande senza risposta è più difficile far fronte con il silenzio. Una volta formulate non evaporano lasciando la mente a più serene meditazioni. Una volta formulate acquistano dimensione e consistenza, fanno inciampare per le scale, sveglino nel cuore della notte.”
Invece avrei voluto esprimermi come un sms: mettere una faccetta :-I e qualche puntino di sospensione…. Sarebbe stato tutto più onesto e più semplice.
Dovevo mettere in fila i pensieri. Intanto la sorpresa: non me lo aspettavo veramente. Non che questo mi assolva per non aver commesso il fatto, ma spero si sappia che non era premeditato.
Alcune persone potevano usare l’effetto sorpresa per far scattare la scintilla. Figuriamoci. Per me l’amore non è sorpresa, bensì attesa, meticolosa costruzione.
E poi?
Io ho la mia bussola personale. E so leggerne le coordinate: mappa, tesoro, terra promessa, desiderio. Esiste un punto nel quadrante dove possono incontrarsi, contemporaneamente, un punto di rottura o un punto di equilibrio. Uno soltanto, credo. O almeno mi va ancora di crederci.
Quando ti vedo il mio cuore non palpita, non mi tremano le mani, la voce resta ferma e sicura. Quando ti parlo non ho paura di dire quello che penso e di mostrarmi per quello che sono. E fino a che non me lo avevi detto non avevo neanche mai immaginato che io e te potessimo essere una possibile coppia.
Sono stato duro, ed è stato doloroso. Sono stato terribilmente a disagio.
"La testa capirà domani quello che il cuore sa già oggi", ha scritto il narratore irlandese James Stephens. Spero sia vero e spero di essere stato abbastanza intelligente da fidarmi del mio cuore. Ma il cuore è veramente un organo intelligente capace di pensieri profondi? Oppure tra qualche mese mi mangerò le mani?

4 Comments:

Blogger therightrat said...

Se il cuore fosse un organo dotato anche solo di una parvenza di intelligenza saremmo tutti felici e forse anche felicemente soli. Purtroppo non è così altrimenti non si spigherebbero tutte le stupidaggini, i pensieri inutili e (auto)distruttivi e tutte le scelte sbagliate fatte perchè "era l'unica cosa intelligente che potevo fare".
L'amore deve struggere e distruggere.

1:39 PM

 
Blogger genpur said...

"Non mi manchi quando non ci sei. Non mi batte il cuore quando ti vedo", lo diceva una che si chiamava Irene in un film di Calopresti credo. Lei era Sandra Ceccarelli, una delle attrici più algide e bellissime del nostro cinema. Sono stata paragonata a lei, mi sono mangiata le mani eccome, ma non per il giusto motivo. Il tempismo non è mai stato il mio forte e non lo sarà mai. Ma se non mi piace come mi vedo quando sono in coppia, io esplodo! Non mi gestisco. Forse è un pò così anche per te. Niente cuore o cervello, una via di mezzo? Facciamo i polmoni?! Così impariamo a respirare, contare fino a tremilionie settecentomila prima di parlare!!!:)

5:07 PM

 
Blogger c_trullo said...

sei sicuro che fosse il cuore e non il cervello a condurre la tua scelta in quel frangente? il cuore è quella parte del nostro corpo che assomiglia ad una mamma che allatta: permette all'essere attaccato alla sua mammella le peggiori cose, i morsi, i calci, le urla... il cervello invece è il padre arcigno (o direi il padrigno) inflessibile che pretende che le cose debbano essere come devono, non come possono... o come volgiono!

6:06 PM

 
Blogger c_trullo said...

lamentavi la mia mancanza di commenti? te ne farò pentire: 1) "giustamente si dice che chi si innamora a prima vista, tradisce al primo sguardo" è una cazzata e parlo per esperienza personale. 2) ma la fai finita ad autoflagellarti? ci sguazzi proprio in questo brodo? il fatto è che io non credo che tu sia come ti dipingi; non lo credo per le cose che dici quando ci vediamo e ci parliamo dal vivo ...

6:18 PM

 

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