Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

lunedì, giugno 19


Che dire? Forse il più bel Pride a cui abbi partecipato. Giornata da grandi numeri. Si aspettavano da 20 mila a un’esagerazione come 40 mila persone ieri per il Gay Pride che avrebbe tagliato Torino dalla stazione di Porta Susa a piazza Vittorio Veneto. Ma a guardarsi intorno non si capisce più chi siano i manifestanti e chi sia il pubblico visto che c’è un continuo scambio di energie, urla, applausi. E infatti il giornale “La Stampa” di Torino il giorno dopo parla di 100.000 persone. Basta un semplice esempio: da una finestra spunta un manifesto contro i «cupiu», gli omosessuali in dialetto. Dal corteo nessuno lo contesta. Sono le famigliole assiepate lì intorno a fischiare finché non lo tolgono. Ma vi rendete conto del significato di un gesto del genere: la società civile è molto più avanti della politica.
Abbiamo visto forze di polizia in assetto da stadio, da G8, che non devono muovere un dito se non per salutare qualche trans che proprio non se ne vuole andare senza almeno un cenno di saluto come si compete da una vera signora!
E poi la rappresentanza politica forte: Daniele Capezzone, la presidente della Regione Mercedes Bresso, Giuliana Monica al posto dell'incomprensibile Chiamparino e gli assessori Marta Levi e Ilda Curti. E ancora il bravissimo presidente Nichi Vendola, Sergio Lo Giudice, Titti De Simone, Luxuria e, finalmente a metà corteo, due ministri che senza spocchie hanno dato adesione e presenza al Pride torinese: Barbara Pollastrini e Ferrario.
Alla fine della manifestazione la Mole Antonelliana, simbolo della città, è stata colorata di rosa. I tecnici hanno ottenuto il risultato con un complicato gioco di luci che, pur illuminando solo un lato, ha creato un effetto rosa shocking. È la prima volta che il monumento si veste di un colore diverso dal proprio.
Insomma un successo! Sarebbe stato quasi perfetto se non ci avessero pensato i soliti 4 patetici politici a fare le loro insulse ( e fuori luogo) dichiarazioni. Roberto Calderoli, che ancora una volta si è lasciato andare a pesanti insulti contro gli omosessuali. "La spettacolarizzazione e l'ostentazione della propria omosessualità in stile gay pride danneggia non soltanto la famiglia naturale fondata sul matrimonio, ma anche gli omosessuali stessi che vivono la loro sessualità non come un fenomeno da baraccone - ha commentato l'esponente del Carroccio - questi ultimi sono dei diversi, quelli del gay pride sono dei malati, e non solo di protagonismo".
Certo proprio lui parla di “danneggiare” la famiglia…proprio lui immortalato sulle foto di Novella 3000 con la sua amante. E sua moglie (ex?) Sabina Negri non è malata di protagonismo a fare la casalinga disperata in tv a MARKETTE?? Gran bell’esempio di famiglia. E se non sbaglio non hanno neanche figli… proprio come le coppie omosessuali ritenute indegne proprio perché incapaci di riprodursi! Hanno proprio la faccia come il culo!
Insomma io posso permettermi di andare in piazza a urlare “Gay: fiero di essere qual che sei” Loro non lo so se avrebbero il coraggio di salire su un carro ed essere orgogliosi di tradire la moglie ma rivendicare con forza i valori cristiani della famiglia!