Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

mercoledì, giugno 21


Devo proprio essere ancora in una fase adolescenziale. A volte basta scambiare qualche battuta in chat con qualche sconosciuto per risentire nascere dentro di se la convinzione che qualcuno fatto apposta per noi esiste. Da poco semplici battute si costruiscono ipotesi, si trovano conferme, si creano affinità, si generano sogni. Insomma davanti ai nostri occhi scorre il film di una vita felice, piena, perfetta.
Si ha la sicurezza che quella persona sia esattamente quello che noi volevamo. E ci si convince che anche noi così come siamo possiamo andare bene a qualcuno. Che ingenuo! Quante volte ci sono cascato. Ancora troppo poche se finisco per ripetere questo tristissimo errore.
E’ più facile infatuarsi di un idea(le) e non di una persona reale! La nostra immaginazione ci risparmia tutte le imperfezioni dell’altro, e probabilmente chiude un occhio anche su tutte le nostre personali mancanze.
Sono così incline a volere quello che non ho. Mi viene naturale e indubbiamente ci provo anche un masochistico piacere. Quando mi alzo penso al momento in cui andrò a dormire, vado al lavoro pensando a quando uscirò, pranzo pensando alla cena, paragono il mio partner al precedente di cui NATURALMENTE mi lamentavo prima del cambiamento. Questi sono solo alcuni piccoli e stupide esempi.
Ma alla fine o vivo nel passato ricordandolo, oppure vivo nel futuro immaginando una vita bellissima e perfetta.
Insomma il piacere rassicurante che si prova crogiolandosi nella convinzione che la persona con cui si stà chattando sia quella giusta ha un potere fortissimo. Effimero, sono d’accordo! Ma potente come solo i sogni sanno esserlo.

Tutto questo ragionamento nasce dal fatto che ieri cercavo in internet gli mp3 del concerto che Rufus Wainwright ha tenuto a new york con un orchestra di 40 elementi e cantando solo cover di Judy Gardland. Più passava il tempo e più non trovavo quegli mp3, e più avevo la certezza che quelle erano le canzoni perfette che stavo cercando, quella era la mia musica, io dovevo averle!
Scomparivano di colpo tutte le Tori Amos, tutte le Bjork, tutti gli Antony & The Johnsons, tutti i Goldfrapp…non esisteva più niente che mi facesse sentire vivo come avere quei MP3 che non trovavo… e non avevo neanche mai sentito! Che stupido!
Come farei a stare in coppia se sono cosi? Giustamente si dice che chi si innamora a prima vista, tradisce al primo sguardo!

3 Comments:

Blogger Plasterblaster said...

Credo che questa inesauribile sensazione di scontentezza sia un po' un male generazionale e comunque una particolarità anche dell'essere umano storicamente noto come avido e incontentabile. Però ti esorterei a cogliere il lato positivo di tutto questo: la tua curiosità, le tue inesauribili energie e anche quel tocco di ingenuità che ci fa sognare e sperare nell'ignoto.

Per quanto riguarda la faccenda amore ti donerò una perla di saggezza (da leggere con ironia quest'ultima affermazione):

ti puoi lambiccare quanto vuoi sul passato, sugli incontri mancati e sulla tua presunta inadeguatezza, secondo me non hai semplicemente conosciuto la persona giusta oppure non sei pronto a riconoscerla. Chi è la persona giusta? Quella che dona un po' di pace ad uno spirito tormentato come il tuo!

un bacio

11:31 AM

 
Blogger therightrat said...

...questo l'ho devo aver già letto....

10:17 AM

 
Blogger therightrat said...

.... io aggiungo sempre una malata e triste dose di cinismo riguardo le persone e giungo sempre alla stessa conclusione, dietro la siepe cerebrale non c'è nulla di bucolico, semmai il vuoto spinto. Sono pazzo?

11:13 AM

 

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