Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

martedì, dicembre 20



Sabato sera ho visto il film “Me And You, and everyone we know”.
Stavolta non vi racconto la trama ma vi invito ad andarlo a vedere: credo sia un film …semplicemente perfetto!
Come non poteva piacermi un film che parla di:
- vincere la solitudine cercando anime gemelle, accomunate dal bisogno dell’altro, dalla necessità di amori furtivi quanto intensi. (vedi le fantastiche chattate o i cartelli del "guardone")

- anche l’amore è qualcosa di difficile, di sottilmente complesso, qualcosa che rimette in discussione valori e posizioni personali, qualcosa che ti può annientare. (vedi la maglietta da leggere al contrario allo specchio per ricordarci che siamo qualcuno protagonista o il bisogno di “assoluto” che spinge il protagonista a bruciarsi la mano)

- la ricerca della verità dell’amore (vedi le istallazioni audio della protagonista, in cui da sola cerca di ri-costruire il “rapporto perfetto”), un racconto che analizza impietosamente la condizione dell’uomo di oggi, solo davanti alla disperazione e all’incertezza del proprio futuro.

- di come, anche in condizioni faticose, si riesce a tirare avanti cercando la nostra coperta di linus.

Insomma ci sono tutti gli “ingredienti” per renderlo un film per me.
E’ un film dolcissimo, caratterizzato da una sceneggiatura semplice, diretta e anche molto divertente, ma al tempo stesso è un film pervaso da un’amarezza esistenziale che non conosce limiti.
Credo che gli artisti che non si occupano d'infelicità non siano artisti (per quel che mi riguarda) di grande interesse. Se lui e lei si sposano e vivono felici e contenti, temo che film, (o il libro o il disco….) non ci sia.
E poi... fortunato chi ha avuto un amore infelice, perché se no su cosa costruirà le approssimazioni degli amori felici successivi? O no?
Io amo i film in cui l’amore (in tutte le sue forme) è la terra promessa a cui i protagonisti non hanno accesso, perché devono faticare molto per conquistarlo.

Non vi ho convinti? Vi assicuro che c’è almeno una scena mitica: i due protagonisti si incrociano per strada e la strada stessa con i suoi elementi e le sue distanze diventa la messa in scena della perfetta storia d’amore. Sono stupefacenti: profondissimi, veri ed estramamente buffi. Due calamite che hanno calcolato "l'esatta distanza che permette loro di non respingersi", la loro coppia non si muterà in una prigione.
CREDETEMI…. VA VISTO!

2 Comments:

Blogger C..stò said...

credo che ognuno proietti in ciò che vede quello che sente...non riusciamo a sganciarci dal nostro guscio. Siamo come delle tartarughe, condannati a trasportare il nostro ego che ci limita in tutto, soprattutto nel vedere gli altri.Anche per me è un bel film...non ci vedo amore ma solo disperazione. Se vuoi ne parliamo a voce...almeno abbiamo qualcuno davanti.

11:18 AM

 
Blogger genpur said...

L'ho visto qualche tempo fa e mi sono innamorata. Di tutte le cose di cui parli. L'ho consigliato a molti che si sono tutti trovati d'accordo a dirmi che la regista-sceneggiatrice-attrice proagonista pecca di autocompiacimento... ma giustamente!!! Anch'io sarei molto compiaciuta se avessi realizzato un film così. La mia scena: la corsa liberatoria delle due ragazzine mentre lui, terrorizzato, si nasconde schiacciato sotto la finestra e la musica (Michael Andrews "Goldfish").

12:52 PM

 

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