Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

martedì, agosto 8


Domenica ero uno dei 70 mila che allo stadio Olimpico ha assistito all’unica data italiana del tour “Confession tour” di Madonna.
Che dire? Lo spettacolo è stato senza dubbio il pubblico. Nella 7 ore passate in fila, il circo dei fan di Madonna non si è risparmiato e ha dato il meglio di se. La fetta più grossa è senza dubbio quella formata dalla comunità omosessuale che vive l’evento con un trasporto e un’attesa che manco se fossimo stati invasi dai visitors sarebbe stata così totale. Il sentimento che questa donna è riuscita a creare tra se e il suo pubblico gay ha del mistico, dell’inspiegabile e, come tutte le religioni, non si troverà mai un vero perché alla cosa, ma ci dobbiamo limitare a “crederci”. Dopo il concerto intorno allo stadio qualcuno urlava “Abemus Papa” o “Santa subito”!
Moltissimi i transessuali, che forse vedono in lei il loro punto di arrivo verso una femminilità completa che sa nascere anche da un corpo ipermuscoloso (e vi assicuro che ce l’ha), e da un carattere maschile per determinazione e durezza.
Tante le famiglie, o comunque parenti di diverse generazioni: zie e nipoti, genitori e figli etc La signora alla fine è da 25 anni che zompetta e forse il rivisitare l’iconografia della musica disco anni 70, serve anche a mettere d’accordo un target di pubblico che ormai si fa sempre più esteso.

Lo show è spettacolare, ma… infondo non mi ha convinto. Che la signora non abbia una gran voce lo si sapeva e non ci si aspettava che con gli acuti facesse aprire i cancelli elettrici della zona. Ma qualcosa non torna.
Per dirla tutta la sensazione è come se al ballo con il principe ci fosse una delle sorellastre e non cenerentola. Insomma i balletti equestri e la musica disco anni ’70 li avevano già proposti i Goldfrapp, i bollettini e il look originali sono d’accordo a dire che si è ispirata ad Amanda Lear. Insomma, non è la più brava, non è la più bella, scopiazza in giro ma è lei l’unica vera regina del pop. Sono i tempi moderni. Sono morte le Lady D e adesso ci sono le meno simpatiche, le meno opportune, le meno riuscite Camilla!
Con questo non voglio dire che non si meriti il successo che ha, solo che forse è un po’ troppo per quello che poi alla fine propone.
Ero sotto al palco e vi assicuro che all’inizio quando Madonna si materializza all’interno di una mirrol ball è stato emozionante. Soprattutto la sua espressione, il sorriso, la gioia e la soddisfazione di avere uno stadio piano davanti. Il siparietto equestre la vede vestita da cavallerizza con stivali e frustino. Cavalca e doma i ballerini-cavallo muniti di morso, briglie e paraocchi. Le coreografie sono da un misto tra una seduta di fitness e il sadomaso. Sarà che entrambe sono discipline olimpiche per Madonna ma l’effetto è entusiasmante, visivamente molto potente e suggestivo. Certo, le sagome dei due cavalli ai lati del palco risultano un po’ inutili e ricordano un po’ un distributore di benzina.
“future lovers” mixata con “I feel love” di Donna Summer è un inizio travolgente. Molto indovinata l’idea di far passare sui mega schermi le lastre a raggi X delle sua ossa rotte lo scorso agosto, proprio per una caduta da cavallo. Rende tutto molto simbolico.
“Get Together” e “Like a Virgin” e l’ottima chiusura con “Jump” chiudono il quadretto. E’ il blocco centrale a convincermi meno, la parte “politica”. L’uso della croce in “Live to Tell” lo trovo inutile. Se sei cattolico (come Madonna spesso si è definita) per coerenza non dovresti usare “alla leggera” certi simboli. Se segui altre religioni o filosofie (come Madonna spesso si è definita) dovresti ispirarti alle tue credenze e ai tuoi simboli. Se non credi in nessuna religione (come me e come Madonna spesso si è definita), allora usare simboli che riconosci come sacri per altri diventa superfluo, dare importanza a quello che per te non la ha. Stessa cosa vale per la ragazz con il burqua dentro la gabbia, ceh solo alla fine troverà al salvezza. Stessa cosa con i due ballerini che sulla pancia ripropongono i simboli israeliani e palestinesi, e che alla fine si avvinghiano in un balletto omoerotico. Insomma qualunquismo allo stato puro. Quando vuoi dire tutto e il contrario di tutto. Che palle! L’effetto è più o meno quello che si avrebbe se Condolisa Rice facesse un discorso all’ONU facendo un rap chiamando i palestinesi GANGASTA, gli israeliani BUM BUM BOY, e gli americani MI FAMIGHIA! Dai suuuuu…
E infatti il concerto ritorna ad essere più che piacevole sul finale quanto si trasforma in una grande discoteca e con un mix di “Disco Inferno” e “Music” si da il via ad una festa che libera molte più energie positiva e soddisfazione che non i vuoti messaggi sulla pace!
Una volta ha detto “ se il mio talento fosse pari alla mia ambizione sarei un mostro”. Alla fine lo è diventata, e secondo me con la giusta e paritetica dose di ambizione e talento!

1 Comments:

Blogger Casa_Libera said...

ero anche io la ... ma sta magia non l'ho sentita... però mi sono divertito (nella seconda parte). Resta però confermato che M è un genio del marketing!!

12:40 PM

 

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