Chi mi conosce bene sa che dico sempre solo la metà di quello che vorrei dire e solo la metà della metà risulta comprensibile. Il che, lo ammetto, è una valutazione generosa delle mie capacità comunicative.

mercoledì, gennaio 7

Mettiamoci nei panni degli Antony & The Johnsons e cioè la peggiore situazione in cui un gruppo possa trovarsi. Aver fatto un primo disco notato solo da una ristrettissima nicchia, seguito nel 2005 da un secondo disco “I’m a bird now” su cui nessuno avrebbe puntato 50 centesimi e che invece è diventato un best seller. Il resto è storia: “Mercury Prize” come miglior album dell’anno, un tour durato di fatto 4 anni e sempre sold out, Antony richiesto come vocalist o autore praticamente da chiunque.
E adesso arriva il brutto. Che fare?
Chi conosce i precedenti dischi ( e soprattutto la sconfinata produzione di inediti e live) non rimarrà deluso dal loro terzo cd degli Antony & The Johnsons: “The Crying Light”, in uscita a fine gennaio. Ad un primo ascolto gli elementi che hanno reso celebre il suono della band ci sono tutti. Poi pian piano, dopo ripetuti ascolti, ti accorgi di significative differenze.
Nella track list del disco solo tre canzoni sono di fatto inedite (“The crying light”, “Epilepsy is dancing” e “Aeon”). Le altre erano presenti in precedenti EP o già eseguite dal vivo. Ad esempio ben tre tracce (“One Dove”, “Kiss my name” e “Daylight and the sun”) erano state cantata al concerto di Roma del 1 Novembre 2006.
Ma in queste nuove versioni ne guadagnano tutte. Gli arrangiamenti (a volte anche un po’ barocchi), sono a mio avviso, l’elemento distintivo e di novità di questo disco. Infondo alla voce d’angelo di quest’uomo non si poteva chiedere di più, se non di regalarcela in più occasioni possibili. E se nei precedenti lavori la sua voce era accompagnata da delicati interventi dei Johnsons, in questo disco l’aspetto musicale è più ricco, più sfaccettato, più epico.
Se a partire dal primo lavoro il piano aveva un peso portante per quasi tutti i pezzi, adesso è meno in primo piano, ma sottolinea e accompagna una miriade di strumenti arrangiati con un armonia e una delicatezza dal “genio” Nico Mulhy.
E rispetto ai precedenti lavori questo disco è decisamente più vario, ci sono molti (decisi) cambi di ritmo e di atmosfera. La voce di Antony passa da toni solenni e intimi a quelli più movimentati ed energici di “Aeon”.
Descrivere il disco a parole è impresa ardua. Questa raccolta di canzoni sono un piccolo manuale di come si scrive la perfetta canzone indie folk, semplificata e resa innocente dalla mente di un bambino e cantata con la sofferenza e il disincanto di un adulto che non riesce a crescere. L’ho già scritto altre volte sul mio blog che la musica di Antony mi piace proprio perché ci si trova di tutto.

Ma ecco il mio resoconto traccia per traccia.

“Her Eyes Are Underneath the Ground” ha il difficile compito di aprire questo disco tanto atteso. E allora sembra che Antony consapevole delle aspettative dei fans voglia accontentarli. Quindi ci regala un pezzo che potrebbe essere presente su “I’m a bird now” per stile e atmosfera.
Però vuole anche regalare due novità: intanto l’uso della voce stressata e portata a picchi e acuti che mai avevamo sentito (e che onestamente dal vivo nelle poche date concesse nella fine del 2008, non sempre è riuscito a gestire al meglio). E poi il finale strumentale: cupo, sospeso quasi da opera lirica.
“Epilepsy Is Dancing” lo definirei un pezzo agrodolce e pare sarà il secondo singolo estratto dall’album. Il pezzo parte con la melodia per me più pop mai sentita in un disco di Antony e forse servirà per avvicinare un pubblico più vasto. Nella parte finale del pezzo Antony ci regala tutta la sua maestria vocale in un crescendo di phatos.
La versione aggiornata e forse definitiva di “One Dove” è il capolavoro del disco. E’ una canzone soul toccante, carica di una melodia sublime con un testo nient’affatto banale, come il titolo poteva invece far temere. Quei due accordi di piano che si alternano al cantato nella prima strofa, quelle spazzole leggere che accarezzano i piatti, gli archi e quei fiati che fanno volare in alto nel ritornello questa colomba. Tutto è veramente perfetto. Tutto è trattenuto, anche la voce di Antony è gestita e non viene mai spinta oltre. E’ veramente la colonna sonora di un istante in cui il mondo si ferma e con il naso in su guardando il volo di questa colomba.
“Kiss my name” è presente nella sua meravigliosa versione orchestrale anticipata il Settembre scorso a Milano. Qui sono il ritmo e la batteria ad essere protagonisti. Si capisce perché nella track list questo pezzo segue “One Dove”, perché questo è il volo della colomba, è la libertà della fuga, la gioia del movimento. E infatti anche dal vivo durante l’interpretazione di questo pezzo Antony alza e libera le sue braccia come fossero delle ali.
In “The crying light” il cantato di Antony è, a mio avviso, più vicino alle sue prime produzioni. Un cantato sublime e alieno che ad ogni ascolto ti penetra sotto pelle come un veleno. Anche l’arrangiamento è più scarno, proprio come nel primo disco: il pianoforte più deciso, gli archi, una chitarra e lo scocchio delle dita.
“Another world” è il pezzo che ad Ottobre ha anticipato l’album e che io trovo geniale. Come ho già scritto altrove avevo paura che Antony, dopo la sovraesposizione mondiale e il successo commerciale dei duetti con Bjork e e dei suoi cameo per gli Hercules & Love Affair, sarebbe stato tentato di rendere la sua musica più accessibile per il pubblico vasto ed eterogeneo che è riuscito a conquistare. E invece si ripresenta con un pezzo tiratissimo, probabilmente il meno immediato dell’intero lotto. Il tutto gira ripetutamente e ostinatamente su pochissimi accordi e il cantato viene mantenuto sulla stessa tonalità senza cercare effetti speciali di facile presa. Ripetitivo, volutamente monotono, apocalittico (come il testo sottolinea), pura paranoia urbana. Insomma per i miei canoni estetici: la meraviglia delle meraviglie!
“Daylight and the Sun” al contrario è un walzer barocco sulle note del quale ti immagini ballare una coppia stile la bella della bestia. Con un piano nervoso che si incaponisce su alcune note prima di lanciarsi in un sali e scendi, con archi da capogiro e suoni più grezzi, quasi di legni sbattuti. Il tutto si andrà a spegnere per sottrazione in uno dei finali più dolci e sognanti dell’intero disco.
“Aeon” ti frega. Inizia con un piano malinconico, degli archi sospesi. Ma appena entra la voce di Antony si trasforma in un pezzo memorabile. E’ come se lo spirito di Elvis si fosse impadronito del corpo di Antony e volesse vedere che effetto fa cantare “un suo pezzo” con quella voce. Accompagnato da una chitarra elettrica Antony elabora e distorce il concetto di rhythm and blues e ci regala una sua personale interpretazione del genere, modernamente concettuale.
“Dust & Water” è un pezzo a capella, accompagnata in sottofondo da un lamento corale, prolungato, primitivo e cavernoso del nostro. Ed è quasi una ninna nanna, un mantra da ascoltare prima di addormentarsi per ricordarci che in questo mondo siamo di passaggio e non siamo altro che polvere e acqua.
“Everglade” è lo stato di grazia del disco e il modo migliore per farci stare sulle spine in attesa delle prossime date previste in Italia a Marzo e farci passare i prossimi mesi alla ricerca di b-sides e interpretazioni inedite live. Un pezzo maestoso che incanta al primo ascolto.

Voto: 4 stelline e ½ (su cinque)

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3 Comments:

Blogger birdantony said...

ti adoro! :)

p.s.: se non hai ancora ordinato il cd, da ieri e per pochi giorni puoi farlo sul sito ufficiale. a 12 euro te lo fanno arrivare a casa prima del 19 gennaio ed in più ti danno immediatamente i link per il digital download con una bonus track STRAORDINARIA (quella 'my lord my love' sentita a jesi nel 2004 e poi in turning, la seconda delle 13 nella setlist). ancor più straordinaria perchè invece su itunes come bonus track (insieme al commento di antony sul disco) allegano 'another world - alternative version'. quindi se non hai ancora ordinato il cd, fallo su www.antonyandthejohnsons.com, altrimenti fammi un fischio che ti faccio avere 'my lord my love'!

3:54 PM

 
Anonymous Anonimo said...

Ma come fai a sapere gia' tutto e ad averlo gia' ascoltato tutto ?????grrr wozz.

11:01 PM

 
Anonymous misstake said...

matt, basta ascoltare solo dischi!! :D

4:42 PM

 

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